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Oltre al bullismo una storia di violenza sessuale
Una complessa inchiesta sta impegnando la polizia per un fatto avvenuto in un istituto scolastico della Valdera
PONTEDERA. Il grave fatto di bullismo contro un disabile venuto alla luce in un istituto superiore di Pontedera non è, come purtroppo si poteva immaginare, un caso isolato. E sempre più spesso molestie e offese sono ben “documentate” perché quasi sempre hanno un risvolto, con la pubblicazione, sui social che finiscono per amplificarne le conseguenze.
Da alcune settimane - il fatto è coperto dal segreto di indagine e coinvolge minorenni - la polizia si sta occupando anche di una violenza sessuale, il cui contesto è ancora da chiarire. Una brutta storia capitata a una alunna, avvenuta all’interno di un istituto della Valdera. Nessuna indiscrezione filtra dagli inquirenti che stano vagliando la denuncia.
«Del disabile filmato in classe non siamo ancora stati informati – conferma il dirigente del commissariato, Luigi Fezza – in questo momento ci stiamo occupando di altri tre casi di bullismo avvenuti con l’impiego dei social nelle scuole. Casi complicati di cui non possiamo dire nulla in quanto sono in corso le indagini».
Appena gli investigatori avranno chiara la situazione e avranno tutti gli elementi necessari procederanno nei confronti degli autori dei reati, spesso minorenni. Intanto, ora che la vicenda degli studenti che hanno deriso un loro compagno disabile è diventata pubblica, la scuola – un istituto superiore di Pontedera – si è chiusa a riccio e probabilmente già oggi farà le segnalazioni che avrebbe dovuto fare quando è stata scoperta la vicenda. Quando cioè i genitori del disabile hanno mostrato a dirigente scolastico e insegnati il video scaricato dal profilo su un social network aperto da una compagna di classe. Per ora il commissariato di polizia, contrariamente a quanto avviene di solito, non è stato informato del caso sebbene l’istituto sia già attivato con alcuni provvedimenti disciplinari nei confronti di tre alunni. Anche il sindaco, Simone Millozzi, interviene. «Abbiamo messo in campo insieme ai dirigenti scolastici ed agli insegnanti delle scuole medie inferiori e superiori, insieme al tessuto associativo locale ed alle forze dell’ordine, importanti progetti di sensibilizzazione, coinvolgimento, formazione degli studenti sulle azioni di contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. Non si può né si deve abbassare la guardia su temi così delicati. Ho chiesto che la programmazione dei progetti con e per gli studenti sia ulteriormente rafforzata e possa allargare il coinvolgimento delle famiglie e di tutti gli attori del vivere sociale». –
S.C.
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