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il racconto 

Il padre: ho dormito nella casa accanto a quella dell’assassino

S. C.
Il padre: ho dormito nella casa accanto a quella dell’assassino

«Quando mio figlio  è stato ucciso sono stato ospite  di amici a Chesina Uzzanese» Ieri sopralluogo degli inquirenti nell’appartamento del delitto

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MONTOPOLI VALDARNO

«Questo ragazzo che ha ucciso mio figlio io non lo conoscevo nemmeno. Ora che è successo tutto questo ho saputo che era andato a scuola con mio figlio Giuseppe».

Enrico Marchesano, padre del giovane ucciso a colpi di pistola dall’amico Danny Scotto, non si dà pace. Alla fine della cerimonia funebre l’uomo si è fermato a lungo davanti alla bara del figlio. Sembrava che volesse parlargli, che avesse ancora tante cose da dirgli. «E pensare che quando sono venuto in Toscana dalla provincia di Salerno, quando mi hanno detto che Giuseppe era stato ammazzato, i primi giorni ho dormito da amici proprio a Chiesina Uzzanese, accanto alla casa del giovane che ha ucciso mio figlio». A volte il destino è davvero strano. «Non sapevo e forse è stato meglio così – aggiunge – non conosco nessuno e devo dire che nessuno della famiglia di quel ragazzo in questi giorni si è fatto vivo con noi. Ormai è successo, è tutto difficile», conclude l’uomo.

Intanto le indagini sull’omicidio non si fermano. Ieri i carabinieri della Scientifica di Firenze sono tornati nelle casa di Marchesano a Casteldelbosco per un nuovo sopralluogo, cercavano ulteriori elementi dopo che Scotto ha cominciato a dare la sua versione dei fatti. Era presente anche l’avvocato dell’omicida, Francesca Vanni, di Pistoia. «Nei prossimi giorni parlerò di nuovo con il mio cliente in carcere – dice l’avvocato – durante l’interrogatorio di garanzia era molto provato». L’autopsia chiarirà altri aspetti. Sul cadavere sono stati trovati numerosi fori causati dalla 357 Magnum. Almeno dieci i colpi scaricati sul giovane. –

S. C.

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