Sicurezza
Pd, risale l’ipotesi Bertini per la candidatura a sindaco
Rimane in lizza anche il segretario Simone Giglioli, ma Vittorio Gabbanini punta a una successione in continuità. L’assessore Gozzini può essere l’outsider
SAN MINIATO
I nomi in ballo alla fine sono sempre gli stessi. Nomi che tornano in pista dopo essere stati accantonati, insieme ad altri che non hanno mai abbandonato la corsa ma che, al contrario, sembrano non convincere del tutto. È un Pd ancora in alto mare quello che a San Miniato si avvicina alle amministrative del 2019. Un Pd chiamato a scegliere il candidato per la successione a Vittorio Gabbanini, con l’obiettivo di sciogliere il nodo nell’arco di un mese o poco più. Difficile, per adesso, individuare un nome che appaia in vantaggio rispetto agli altri. Sicuramente resta concreta la possibile candidatura di Simone Giglioli, consigliere comunale e segretario del Pd sanminiatese, forte dell’appoggio del consigliere regionale Antonio Mazzeo.
Eppure, il suo nome non convincerebbe affatto una parte del partito, a cominciare proprio dallo stesso sindaco Gabbanini che, da sempre, culla il desiderio di una successione in perfetta continuità con il suo doppio mandato. Da qui l’ipotesi Gianluca Bertini, l’assessore con delega al bilancio indicato come il naturale erede di Gabbanini. Dopo qualche titubanza personale, e soprattutto dopo la sanzione per abuso edilizio che ha visto protagonista l’azienda di cui l’assessore è legale rappresentante, il nome di Bertini sembra improvvisamente tornato di moda nelle stanze del Pd sanminiatese, con l’obiettivo di “riabilitare” un’ipotesi che alla fine non è mai tramontata del tutto.
Nelle file della giunta, però, Bertini non è l’unico possibile aspirante allo scranno più alto del Comune. Anche Giacomo Gozzini, infatti, sembra tutt’altro che intenzionato a dire addio alla politica: nel braccio di ferro tra Giglioli e Bertini, l’assessore con delega al turismo potrebbe giocare a sorpresa il ruolo di outsider. Sembra invece tramontata l’ipotesi di schierare la vicesindaca Chiara Rossi, intenzionata, a quanto pare, a chiudere col 2019 la propria esperienza amministrativa. Un’intenzione che Rossi condividerebbe con il collega David Spalletti, anche se in politica, si sa, non è mai detta l’ultima parola.
Alla fine, quindi, la rosa dei nomi sembra essere salita a tre, forse quattro unità al massimo, anche se negli ultimi giorni stanno circolando candidati alternativi che al momento sembrano poco concreti. In questo senso, il nome di Delio Fiordispina, presidente di San Miniato Promozione, pare solo un’ipotesi figlia dell’incertezza. Quel che è certo, per adesso, è che il Pd ha già avviato i contatti che i possibili alleati, a cominciare dai Riformisti per San Miniato che già nel 2014 avevano portato acqua al mulino di Gabbanini. Più complicato, invece, il dialogo con gli ex compagni di Liberi e Uguali, i cui esponenti sono da tempo in rotta con l’attuale amministrazione. –
GIACOMO PELFER
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