Il Tirreno

Pontedera

per novembre 

San Miniato prepara un patto d’amicizia con Aigues-Mortes

San Miniato prepara un patto d’amicizia con Aigues-Mortes

La delegazione guidata  da Gabbanini ha partecipato alla commemorazione degli operai uccisi nel 1893 tra i quali Amaddio Caponi

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO

Ucciso perché italiano. La triste storia di Amaddio Caponi, il sanminiatese vittima con altri operai dell’odio anti italiano nel 1893 ad Aigues-Mortes, è stata ricordata l’altro giorno nella cittadina francese, presenti il sindaco Vittorio Gabbanini, l’assessore Gianluca Bertini, il consigliere comunale Michele Fiaschi e il giornalista Fabrizio Mandorlini.

Ebbene, la cerimonia in terra francese ha aperto la strada all’ipotesi di un patto di amicizia con la città d’Oltralpe per il mese di novembre, quello tradizionalmente dedicato alla Mostra mercato del tartufo bianco.

A San Miniato Basso vive ancora il nipote di Amaddio Caponi, Marino, 96 anni, il quale non sapeva nulla del destino capitato al nonno paterno. Sapeva che era emigrato in Francia in cerca di lavoro, prima che lui nascesse, ma nessuno della famiglia ne aveva più avuto notizie. Amaddio, infatti, fu una delle dieci vittime della rappresaglia anti italiana che nel 1893 insanguinò le strade di Aigues-Mortes, la cittadina della Camargue oggi meta di tanti turisti italiani, ma all’epoca luogo di emigrazione per i nostri connazionali in cerca di lavoro nella saline. Un lavoro che, a detta dei francesi del tempo, gli italiani andavano a “rubare” alla popolazione locale, alimentando una rabbia che il 17 agosto 1893 si trasformò in massacro: una folla armata di fucili e bastoni dette vita ad una vera e propria caccia all’italiano, provocando centinaia di feriti e una decina di morti. Caponi, pestato a sangue, riuscì a fuggire in treno e a raggiungere Ventimiglia, dove morì pochi giorni dopo in ospedale per le ferite riportate.

Nonostante le cronache del tempo, con tanto di articoli sulla stampa internazionale, il ricordo di quei fatti è rimasto sconosciuto fino a poco tempo fa. Fino a quando lo scrittore ligure Enzo Barnabà non ha pubblicato il libro “Morte agli italiani. Il massacro di Aigues-Mortes” , ricostruendo una vicenda che il Comune francese, per la prima volta dopo 125 anni, ha deciso di commemorare con l’apposizione di una targa e una cerimonia. –

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino