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Raccolte centocinquanta firme contro il degrado del cimitero
Contestata una variazione al piano dei lavori pubblici che ha rinviato l’intervento per il restauro dei colombari, la struttura che si trova al centro del camposanto
SAN MINIATO
Le firme sono già più di 150, trascritte su un doppione a righe che una misteriosa signora ha lasciato a metà luglio nel negozio di fiori prima dell’ingresso. “Raccolta firme contro il degrado del cimitero” si legge in testa al foglio. Quanto basta per raccogliere il sostegno di tanti sanminiatesi indignati.
«Sinceramente non so chi abbia promosso la petizione – racconta la fioraia – Quel giorno c’era il mio compagno e non essendo di San Miniato non ha saputo dirmi chi era questa donna. Ha detto solo che a fine agosto sarebbe ripassata per portare le firme in Comune».
Un tema caldo, da sempre, quello dei cimiteri presenti sul territorio di San Miniato: addirittura 18, a fronte di appena due custodi e di un capitolo opere pubbliche che è costretto a privilegiarne alcuni trascurandone altri. Nel caso di San Miniato, però, a rinsaldare la polemica sul degrado è stato l’ultimo consiglio comunale di luglio, nel quale, con una variazione al piano dei lavori pubblici, sono state “dirottate” le risorse stanziate per il restauro dei colombari, rinviando ancora una volta un intervento annunciato di anno in anno e ogni volta posticipato. Da qui le proteste del consigliere di Forza Italia Carlo Corsi, per informare la giunta che «la gente è stufa e si sta già organizzando con una petizione».
Sotto accusa ci sono prima di tutto i cosiddetti colombari, la struttura in cemento realizzata negli anni Ottanta al centro del cimitero. Una struttura che mostra tutti i segni del tempo, con i muri scrostati e i ferri arrugginiti in bella mostra, insieme ai gradini mai ultimati, con il cemento a vista che si riempie d’acqua dopo poche gocce di pioggia. Il tutto accompagnato da vetrate rotte che attendono di essere sostituite, insieme a infiltrazioni d’acqua.
A tutto questo si aggiungono poi i furti che, sempre più spesso, hanno interessato le auto lasciate nel parcheggio a fianco dell’ingresso laterale.
Ad attirare l’attenzione sono quasi sempre i sacchetti o le buste della spesa, lasciati sul seggiolino da chi fa tappa al cimitero dopo essere stato al supermercato. Quanto basta per far scattare il raid, con il finestrino ridotto in frantumi alla ricerca di quel poco che c’è da arraffare. Un fenomeno crescente a detta dei sanminiatesi, per i quali l’unica soluzione sarebbe l’installazione di una telecamera, almeno nel parcheggio laterale. All’ingresso principale, invece, la presenza del negozio di fiori sembra garantire almeno un po’ di sicurezza di più, anche se niente può fermare, al contrario, gli incivili del sacchetto abusivo.
Nelle ore di chiusura del negozio, infatti, specie a cavallo dell’ora di pranzo, i cassonetti davanti al cimitero si riempiono di rifiuti di ogni tipo, gettati lì da qualcuno che, evidentemente, ha tutto l’interesse a trasportare i rifiuti in giro piuttosto che adeguarsi alla raccolta differenziata a domicilio. –
GIACOMO PELFER
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