Il Tirreno

Pontedera

il caso 

Ha aiuti dal Comune ma perseguita il sindaco Millozzi Paura in municipio

S. C.
Ha aiuti dal Comune ma perseguita il sindaco Millozzi Paura in municipio

Della vicenda si sono occupate più volte le forze di polizia eppure il quarantenne mantiene comportamenti minacciosi 

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PONTEDERA

Da anni tartassa il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, l’assessore al sociale e alla casa Marco Cecchi, tutti gli impiegati del sociale, con visite in municipio – che nel corso del tempo sono diventati veri e propri blitz – e con messaggi sempre più invadenti, fino ad arrivare a minacce neanche troppo velate: «Vengo in Comune...»; «So dove abitate con le vostre famiglie»; «Se non mi date i soldi vi ammazzo».

Un’escalation di episodi che farebbero perdere la pazienza anche a un santo. Eppure questo quarantenne di Pontedera, in passato finito in manette per certi atteggiamenti nei confronti dei genitori, è stato aiutato dal Comune in tutti i modi possibili, come più volte ha spiegato il sindaco. Il quale, anche l’altro giorno, è stato bersagliato da offese e richieste del pontederese rimasto da poco senza quel lavoro che il Comune gli aveva trovato.

Quattro le incursioni a Palazzo Stefanelli compiute dal pontederese in una sola mattina, sempre con la solita richiesta. «Voi mi dovete dare i soldi, voglio i soldi». Vuole, pretende, minaccia.

L’assessore Cecchi lo ha anche denunciato ma il processo, come succede a molti altri procedimenti, si trascina stancamente da un’udienza all’altra. La sensazione di poter restare nell’impunità a lungo non aiuta a mettere fine a quella che per molti aspetti si avvicina a una storia di stalking.

I dipendenti comunali hanno paura solo a sentire la voce del giovane mentre lui sale le scale del Palazzo. Nonostante al cittadino arrivino soldi pubblici per pagare le bollette, nonostante sia stato aiutato per avere casa e lavoro, i rapporti con gli amministratori restano alquanto conflittuali e potenzialmente a rischio.

Il quarantenne, già denunciato e invitato mille volte a calmarsi o a prendere in considerazione la possibilità di farsi curare, invece di desistere e di iniziare un nuovo percorso di vita, continua a contattare il sindaco con blitz sempre più incalzanti e frequenti.

«Non so più cosa fare e la mia pazienza sta finendo, più di così non sappiamo e non possiamo fare», allarga le braccia Millozzi, alla fine di una mattinata in cui urla e strepiti hanno messo a dura prova anche le pareti degli uffici.

A Livorno il sindaco Nogarin si è trovato nella condizione di denunciare un cittadino per atti persecutori, proprio perché vittima di minacce come quelle che arrivano a Millozzi anche se per ragioni completamente opposte. E il giudice per le indagini preliminari di Livorno ha firmato un’ordinanza con la quale ha disposto il divieto di avvicinamento dell’uomo al primo cittadino e alla sua famiglia.

In provincia di Pisa le cose sembrano procedere con un altro passo. Denunce, relazioni, informative (nel corso del tempo si sono occupati della storia carabinieri, polizia di Stato e polizia municipale) non hanno ancora dato l’esito sperato dagli amministratori.

Il vero timore è che queste continue tensioni possano sfociare in qualcosa di più grave. Insomma, la città è di fronte a un caso che tutti conoscono, ma le richieste di intervento non si traducono in fatti. –

S. C.

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