Il presidio
La cubana che aiuta i poveri alla mensa della Caritas
Raquel è in Italia da vent’anni e si trova a Pontedera dalla sorella in cerca di lavoro «Nel frattempo do una mano a chi ha veramente bisogno di sostegno concreto»
PONTEDERA. Raquel è attenta dietro il bancone. Serve pezzi salati e toglie i vassoi. Si muove con agilità nella sala della mensa gestita dalla Caritas e dove ogni giorno arrivano più di venticinque persone che non hanno disponibilità economica per un pasto caldo e una doccia. La cubana è un’immigrata in Italia da vent’anni che si trova a Pontedera dalla sorella per trovare lavoro. «Nel frattempo, però, mi do da fare aiutando chi ha bisogno come queste persone», dice in maniera sbrigativa, «perché qui c’è troppo da fare». Anche ad agosto, col caldo torrido, il sole cocente e il pensiero della maggior parte della gente che corre alle vacanze imminenti, nei locali a fianco del duomo i bisogni di chi ha poco o niente non vanno in ferie. Ed esempi come quello di Raquel sono un invito a riflettere.
Carenza di volontari
Lei è in prova e si vede quanto tenga a lavorare bene al servizio di persone che, come lei, sono in un Paese straniero o cercano una strada migliore rispetto a quella che stanno percorrendo. Ma il contributo della sudamericana è prezioso di questi tempi. C’è, infatti, carenza di volontari proprio per il periodo di ferie. «È agosto, si sa – dice uno dei volontari, Paolo Fornaini – Di solito in questo periodo succede sempre così. Però andiamo avanti lo stesso. La mensa continua il suo servizio come sempre». Di solito gli uomini e le donne che spendono una parte del loro tempo alla mensa sono una ventina. «Ma in questo periodo siamo appena in cinque – aggiunge un’altra volontaria, Antonietta Fioretto – Una situazione abbastanza normale in questo periodo in cui ci si può riposare e stare con le proprie famiglie. Ma è chiaro che chi resta deve lavorare il doppio. Noi tutti lo facciamo volentieri, perché aiutare chi ha bisogno è una ragione di vita per chi sceglie questa strada».
Pastasciutta e polpette
Intanto il flusso di “clienti” della mensa vicino al duomo prosegue. Arrivano in fila col numero preso qualche ora prima e si fanno servire. Pastasciutta al pomodoro, polpette e lenticchie. In mattinata ci sono state le colazioni, in otto hanno fatto la doccia nell’apposito bagno allestito sul retro e per la cena, tra poco, saranno distribuite buste con dentro qualcosa da mangiare. I rifornimenti arrivano da bar della zona, ma soprattutto dalla cooperativa Il Diamante. Anche in agosto la scia di solidarietà non si ferma e dalla mattina a mezzogiorno in questo angolo nascosto di Pontedera le cose vanno come sempre, come se il sole che illumina la porta d’ingresso fosse quello di maggio o giugno.
Italiani e stranieri
«Le persone che frequentano la mensa sono divisi al cinquanta per cento tra italiani e stranieri – aggiunge Antonietta – C’è chi viene qui da anni e chi passa, sparendo dopo pochi giorni. Noi assistiamo tutti alla stessa maniera. E non importa quanto tempo si tratterranno in zona. L’importante è regalare loro un sorriso. Ma soprattutto un po’ di sollievo dalle difficoltà e un pasto caldo con cui guardare al giorno dopo con un po’ più di coraggio». —
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