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Geotermia, allarme dei sindaci per gli investimenti di Enel

ANDREAS QUIRICI
Geotermia, allarme dei sindaci per gli investimenti di Enel

Comuni contro i consiglieri regionali del Pd autori della richiesta di una moratoria Ferrini: «Così si mette a rischio il futuro della Valdicecina. Serve la mobilitazione»

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LARDERELLO

La presenza della geotermia in Valdicecina è a rischio per colpa di una parte dei rappresentanti del Partito democratico in consiglio regionale. Questo in estrema sintesi il pensiero di alcuni sindaci delle aree geotermiche che si stanno organizzando per un confronto proprio coi gruppi consiliari della Regione che, secondo loro, stanno facendo in modo che Enel Green Power rinunci ai suoi investimenti a Larderello e dintorni, ma anche sul monte Amiata.

Il sasso nello stagno, senza nascondere la mano, lo ha lanciato il sindaco di Castelnuovo Valdicecina, Alberto Ferrini, con un post su FacebooK dal titolo, «ancora strumentalizzazioni politiche di basso livello sulla geotermia», in cui si legge quanto sia «preoccupante che il maggior gruppo di maggioranza della Regione Toscana continui ad usare il tema della geotermia per farneticanti e irrazionali calcoli politici».

La storia è abbastanza semplice e la spiega il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni: «Il presidente della Regione Enrico Rossi è pronto alla firma di un protocollo d’intesa con il colosso dell’energia da cui dovrebbe partire il via libera a una nuova centrale sull’Amiata. Solo che la maggioranza in consiglio sembrerebbe contraria a questo sviluppo e più sensibile alle ragioni dei comitati di cittadini che osteggiano la geotermia». Oggi si sarebbe dovuto svolgere un confronto tra Rossi e Leonardo Marras, capogruppo del Pd. Ma è stato rinviato. E nel frattempo proprio Marras ha presentato la proposta di legge “Coordinamento tra le attività di sfruttamento della geotermia e l’individuazione nel Piano energetico regionale delle aree non idonee”. Molti hanno visto questa mossa come il tentativo di perdere ulteriore tempo. Anche perché si profilerebbe una moratoria con uno stop di sei mesi sui procedimenti attualmente in corso.

Uno scenario che, chiaramente, sta gettando in allarme chi crede che la geotermia abbia la precedenza su ogni altro settore economico. Prima di tutti i sindaci. «È urgente muoversi con coesione e determinazione ed i Comuni geotermici devono attivarsi subito», dice Ferrini che ha scritto una lettera ai suoi colleghi delle aree geotermiche della Toscana: «Penso che sia utile vederci al più presto, intanto come sindaci dell’area geotermica tradizionale, in modo da concordare le strategie da assumere, anche coinvolgendo altri Comuni geotermici che spero possano condividere le nostre preoccupazioni. Ritengo altresì utile che, proprio per impulso delle istituzioni locali, si determini una mobilitazione del territorio capace di coinvolgere le imprese, le organizzazioni sindacali e la popolazione tutta».

Insomma, la questione scotta. Anche perché il timore che Enel Green Power decida di investire altrove è più che una possibilità. «L’azienda ha già deciso che non spenderà più denaro in Italia per il fotovoltaico e l’eolico, per la difficile gestione burocratica nel nostro Paese – riprende Martignoni – Il recente bando per le assunzioni ne prevede dieci, invece delle venticinque stabilite in passato. Stanno cambiando vertici con l’arrivo di persone che non provengono dai nostri territori. Tutti indizi che non ci fanno stare molto tranquilli». —

ANDREAS QUIRICI

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