Il Tirreno

Pontedera

Torna a svettare sul Castellare lo storico oratorio di Santa Croce

CARLO PALOTTI
Torna a svettare sul Castellare lo storico oratorio di Santa Croce

Prosegue la ricostruzione del chiesino che nel maggio 2017 fu distrutto da una esplosione causata da una fuga di gas 

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SAN GIOVANNI ALLA VENA. La ricostruzione prosegue senza sosta. Dopo le fondamenta gettate con l’aiuto di un elicottero, in poco meno di un mese la sagoma del chiesino è tornata a svettare in cima al Castellare di San Giovanni alla Vena. Innalzati i muri perimetrali e divisi i locali, a breve l’oratorio avrà anche un tetto e a quel punto, ciò che sembrava un obiettivo lontano, diventerà in un batter d’occhio reale, concreto. «Il cantiere – assicura don Giampaolo Manzin, parroco di San Giovanni alla Vena – non farà a gara con il tempo, ma in ogni caso, sarà chiuso entro il prossimo maggio. Inaugureremo il nuovo “chiesino” in occasione della festa patronale, per i festeggiamenti della Santa Croce in Castellare».

L’esplosione. A poco più di un anno dalla lunga e travagliata notte a cavallo tra il 2 e il 3 maggio 2017, quando un’esplosione causata da una fuga di gas distrusse quasi completamente il simbolo dei sangiovannesi, l’incubo sembra davvero finito. Quella sera una cena tra amici si trasformò in una tragedia sfiorata (con un solo ferito lieve) e gettò nello sconforto una comunità intera. «La vecchia sagrestia – continua don Giampaolo Manzin – è già riparata. I lavori procedono regolarmente, ora siamo in attesa degli ultimi elementi per la costruzione del tetto». . La storia. L’oratorio di Santa Croce in Castellare o chiesa del Castellare era un edificio religioso che si trova sulla vetta della collina che sovrasta San Giovanni alla Vena. L’oratorio era dedicato alla Santa Croce e alle anime del Purgatorio. Il nome della località ricorderebbe la presenza di una antica rocca edificata prima delle invasioni barbariche e distrutta nel XIV secolo. In cima al castello c’era una chiesa edificata dai reduci della Prima Crociata, in cui ogni anno veniva festeggiata la ricorrenza del ritorno vittorioso da Gerusalemme. La costruzione dell’oratorio del Castellare venne iniziata nel 1656 dal pievano Giuliano Bonanni con le elemosine degli abitanti di San Giovanni alla Vena, probabilmente sulle fondamenta di un più antico edificio, che secondo alcuni era il castello. L’oratorio fu inaugurato il 14 settembre 1657. . Le iniziative. Nei mesi successivi all’esplosione del maggio 2017 furono tante le iniziative in favore del Castellare – tra cui anche una escursione organizzata dal Tirreno per i suoi lettori – e, grazie alla generosità dei cittadini, i soldi raccolti permisero il primo passo, lo sgombero delle macerie. . La raccolta fondi. «Non solo – spiega il parroco di San Giovanni alla Vena – quei fondi sono serviti per pagare i professionisti e rimettere in uso la strada che sale in vetta al Castellare. Dei 65mila euro raccolti ad aprile 2018, 51mila sono stati spesi in queste operazioni preliminari. Poi qualcuno contribuirà direttamente con la realizzazione del pavimento, altri comprando un travicello». . La prima pietra. Ad inizio 2018 il via alle operazioni preliminari, a maggio, con una cerimonia ricca di pathos, fu posta la prima pietra del nuovo chiesino. «Per noi – conclude don Manzin – è stato fondamentale anche un altro fatto. L’assicurazione ha risposto velocemente e ci ha versato subito tutto l’importo previsto. I 150mila euro stornati dall’assicurazione hanno permesso la prosecuzione dei lavori. Spero che questi soldi bastino, anche se la fattura dell’elicottero usato per le gettata delle fondamenta deve ancora arrivare. Nelle prossime settimane toccherà al tetto. Intanto, però, in attesa della fine dei lavori, godiamoci la sagoma del chiesino che svetta di nuovo sul Castellare». –. CARLO PALOTTI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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