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Crack della Mosaico: inflitti oltre 20 anni ma non ci fu la truffa

LUANA DE FRANCISCO
Crack della Mosaico: inflitti oltre 20 anni ma non ci fu la truffa

CIVIDALE del friuli. L’associazione a delinquere di targa tosco-emiliana finalizzata a una truffa milionaria nel campo delle moda non ci fu. Nonostante questo una ditta friulana finì comunque a gambe...

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CIVIDALE del friuli. L’associazione a delinquere di targa tosco-emiliana finalizzata a una truffa milionaria nel campo delle moda non ci fu.

Nonostante questo una ditta friulana finì comunque a gambe all’aria e a causarne il dissesto furono quegli stessi soggetti, tra imprenditori e amministratori, che sono stati chiamati a rispondere anche dell’accusa di bancarotta fraudolenta.

Si è concluso con tre condanne e altrettante assoluzioni il processo seguito al fallimento della ditta “Mosaico 2 srl” di Cividale del Friuli.

La pena più alta, pari a sette anni e due mesi di reclusione, è quella inflitta a Fabio Campigli, 55 anni, di Santa Croce sull’Arno.

A seguire, i sei anni e sei mesi l’uno decisi per Carmine Foresto, 50, di Bologna, al quale la Procura della Repubblica di Udine aveva attribuito l’ideazione del presunto raggiro, e per Renato Ciulli, 65, di Capraia e Limite.

La sentenza è stata emessa nella giornata di ieri da parte del tribunale di Udine riunito in composizione collegiale, dopo che la stessa Procura della Repubblica si era espressa per il non doversi procedere, causa l’intervenuta prescrizione, per una parte delle ipotesi di reato contestate.

Ritenendo invece i fatti relativi alle prime due ipotesi del capo d’imputazione, l’associazione a delinquere e il concorso in truffa, «insussistenti», il collegio presieduto da Angelica Di Silvestre (a latere i giudici Mauro Qualizza e Luca Carboni) ha concluso per l’assoluzione con formula piena di tutti.

Compresi i tre imputati rimasti esclusi dall’ulteriore accusa di bancarotta: Andrea Michelucci, 56, di Cerreto Guidi, Giuseppe Velardi, 50, di Fucecchio, e Donato Lullo, 46, originario di Oliveto e irreperibile.

«Foresto – aveva argomentato il suo difensore, avvocato Bruno Salernitano – era uno dei maggiori acquirenti della Mosaico e non, come sostenuto dal pubblico ministero, il suo amministratore di fatto».

«Quando la ditta è fallita – aveva inoltre spiegato il legale – Foresto si era quindi ritrovato coinvolto, in quanto inadempiente per una fornitura».

Dopo la sentenza di ieri, sono scontati gli appelli. –

LUANA DE FRANCISCO. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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