I gioielli di Antonio Cagianelli esposti al Museo archeologico
La mostra delle creazioni dell’architetto e designer sarà inaugurata martedì L’artista pisano rilegge e reinterpreta in chiave pop il tema del meandro
PECCIOLI. In occasione delle Notti dell’Archeologia 2018 viene inaugurata una mostra di gioielli realizzati da Antonio Cagianelli dal titolo “Meandro Metastorico Pop”. L’appuntamento è martedì prossimo, 17 luglio, alle 19 al Museo Archeologico in piazza del Carmine 33. Cagianelli è architetto, designer, artista, pisano di nascita.
Il tema del meandro, così come altri temi del repertorio figurativo di Antonio Cagianelli, sono da considerarsi elementi iconici che poi l’artista-designer rilegge e interpreta in chiave pop contemporanea con i suoi materiali colorati e trasparenti.
Come è avvenuto per il motivo del teschio, delle fiamme, della sfera, del labirinto, Antonio Cagianelli carica di valenze simboliche personali elementi tratti dalla tradizione delle arti classiche, li toglie dal loro ambito e li trasporta nel suo universo pop-metaforico in cui ognuna di queste forme è parte di un racconto poetico tridimensionale. In questa occasione il meandro, da segno grafico delle arti decorative etrusche e presente su alcuni vasi del Museo archeologico di Peccioli, provenienti dal santuario di Ortaglia, diviene, tridimensionalizzato, accessorio decorativo per il corpo in un gioco tra passato e presente che già conta illustri predecessori: dalle grafiche di Fornasetti, al leit-motiv delle collezioni di moda di Gianni Versace. Il meandro rivisitato sotto forma di colorati e trasparenti orecchini e ciondoli assume nuova luce e nuova vita.
Cagianelli nel 2010 ha pubblicato il libro “Vanità delle vanità – Forme in bilico tra essere e non essere”, edito da Ets.
«La complessa poetica sottesa agli oggetti, ai gioielli, ai mobili di Antonio Cagianelli, architetto, designer, artista, pisano di nascita, attivo tra Parigi e Milano – si legge nella presentazione del volume – è fortemente segnata dal senso dell’effimero, dal concetto di caducità che mina ogni forma dell’esistenza. Elemento simbolo di questa poetica è, prima di ogni altro, lo specchio, declinato sotto varie forme, ma comunque sempre segno di una realtà che si sdoppia e diventa altro da sé perdendo ogni oggettività».
«Protagonisti di molte sue opere sono elementi caratterizzati dal continuo mutare della loro forma e dall’inconsistenza di essa – si legge ancora – Anche la scelta di materiali che privilegiano l’effetto della trasparenza, come il vetro, il cristallo, la resina trasparente e il plexiglass, non fa che sottolineare il rischio della perdita di consistenza della creazione artistica».
Proseguendo in questo percorso interiore, intriso di suggestioni letterarie e cinematografiche, «il linguaggio espressivo di Cagianelli si allarga allo spazio metropolitano e alla dimensione contemporanea, dove i segni della fragilità si caricano di un esasperato senso di ribellione che esplode in protesta. Ecco allora che su mobili, oggetti e gioielli irrompono graffiti e tatuaggi, catene e fiamme, elementi inquietanti delle proteste sociali che sconvolgono le odierne metropoli. Si approda così anche al recupero dell’elemento simbolo della Vanitas a partire dalla pittura fiamminga, il teschio, ma in una dimensione totalmente attualizzata, che fa riferimento al linguaggio punk per inserirsi in quello neo-pop». –
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