Se le maglie del mondo sono in miniatura
Giovedì sera Subbuteo protagonista in mezzo alle divise delle squadre nazionali di calcio esposte al museo Palp
PONTEDERA . Una serata con un altro calcio, quello a “punta di dito” amato da almeno tre generazioni. La più bella e realistica simulazione del calcio, il mitico Subbuteo, inventato nel 1947 dall’ornitologo inglese Peter Adolph e poi importato in Italia dai fratelli genovesi Parodi. L’appuntamento è a Pontedera giovedì dalle 19,30 alle 22, al museo Palp di palazzo pretorio in mezzo alle collezione di 211 divise delle nazionali di Simone Panizzi, per la mostra “Tutte le maglie del mondo”.
Sul panno verde “più bello del mondo”, sfide dimostrative con splendide miniature dipinte a mano e conoscere le regole del gioco. E soprattutto, come una macchina del tempo, si potrà tornare bambini, a quei favolosi anni settanta ed ottanta quando tutti si erano innamorati del Subbuteo. Ma anche un’occasione per i “millenians” per scoprire questo gioco affascinante in grado di fare volare con la fantasia e provare di nuovo l’emozione di quelle sfide nella propria cameretta o in un garage con gli amici.
L’evento è organizzato dal club “Atletico Pisa in campo”, appena promosso in serie A ai campionati italiani a Roma. «Non potevamo dire di no ad un invito del giornale Il Tirreno ad organizzare una serata promozionale sul gioco del Subbuteo in questa splendida ed unica mostra – dice il capitano della squadra Luca Salvadori – un bel modo anche per festeggiare la promozione nella massima serie del nostro club. Una serata che avrà come scopo quello di fare un tuffo nella nostalgia degli anni 80 a molti ex ragazzini e fare scoprire il Subbuteo alle nuove generazioni. Per l’occasione chiediamo di portare squadre nazionali con le quali giocava da bambino o che ha ricomprato per creare un clima da “mondiale “in punta di dito”. Un modo per compensare l’assenza dell’Italia a Russia 2018». Insomma, una serata da non perdere.
Il Subbuteo da più di dieci anni è rinato, affrancandosi dall’etichetta di vecchio gioco che visse la sua stagione più florida negli anni Settanta e Ottanta. Nell’ultimo decennio l’attività ha ripreso vigore attirando una moltitudine di persone che nella maggior parte dei casi avevano lasciato il Subbuteo dopo l’adolescenza. Attualmente gli iscritti alla Federazione sono circa 1.300, suddivisi in 90 club e 110 filiali. Un gioco che richiede una certa abilità e tecnica nel colpire la palla, concentrazione e una buona dose di strategia, a metà tra biliardo e scacchi. Fondamentale anche la scelta della squadra più adatta al tipo di gioco, dal “girello” delle miniature anni ottanta, per chi ama un calcio più fantasioso e spettacolare, alle basi più moderne e performanti che garantiscono agganci da ogni posizione ed un gioco più veloce.
La Toscana è la roccaforte del Subbuteo: decine i club attivi, da Livorno a Pisa, passando per Firenze, Lucca, Viareggio, Montecatini Terme e Grosseto, e i campioni del passato e del presente. Ma anche per la produzione delle basi basculanti che sono una delle caratteristiche fondamentali del Subbuteo. Così, il calcio in miniatura ha saputo sfidare le mode diventando tradizione e mito. –
NICOLA NUCCI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
