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Si diplomano insieme detenuti e ragazzi dell’istituto alberghiero
Ai reclusi affiancati giovani che avevano lasciato gli studi Un carcerato è riuscito a conquistare il massimo dei voti
VOLTERRA. Un esame di stato particolare per Volterra. Nella città dell’alabastro si è conclusa la prima “maturità” dell’indirizzo Alberghiero che per cinque anni ha visto in classe insieme detenuti e ragazzi che avevano abbandonato il corso regolare di studi. Al termine del quinquennio di studi sono stati dieci gli ammessi all’esame finale. Tutti promossi e con un candidato (un detenuto) che ha anche raggiunto il 100.
«Abbiamo raggiunto un traguardo importante – spiega il professor Alessandro Togoli, vicepreside dell’Istituto Ferruccio Niccolini e responsabile della sezione scolastica distaccata in carcere –. Si tratta di un percorso formativo partito su proposta della direttrice del carcere, Maria Grazia Giampiccolo, che, ormai alcuni anni fa, trovò l’adesione della dirigente scolastica Ester Balducci e dell’assessore provinciale Miriam Celoni».
Le richieste di iscrizione, estese a tutta Italia, superarono i posti disponibili e la classe è stata poi formata selezionando le domande. L’idea nuova è stata però quella di affiancare ai reclusi degli studenti che avevano abbandonato la scuola.
«Questo criterio – prosegue Togoli – ha reso possibile una crescita complessiva. Da un lato i ragazzi sono stati portati a dover rispettare una serie maggiore di regole rispetto a quelle scolastiche, dall’altro i detenuti hanno avuto un contatto con l’esterno. Un passo importante per formare competenze culturali, riavvicinare alla società e a una futura vita all’esterno del carcere».
Tra i circa 170 reclusi del carcere di Volterra ben 130 sono in formazione. Oltre cento gli iscritti ai corsi Alberghiero e Geometri, partito alcuni anni prima. Gli studenti sono stati coinvolti anche nell’organizzazione delle “Cene galeotte”, ospitate in carcere, e nel corso del loro esame finale, a fianco delle prove scritte e dell’orale, gli studenti hanno presentato una prova pratica di cucina. Un piatto talvolta scelto per le radici culturali, talvolta legato a esperienze di vita. Sulla cattedra, anziché su un tavolo da ristorante, è passato un vero e proprio menù, che è andato a comprendere piatti come pici al cacio e pepe, sushi, vari tipi di cous cous, cannoli siciliani e semifreddo ai frutti rossi. Senza escludere i più tradizionali e locali crostini ai fegatini.
L’esperienza della sezione distaccata ha anche preceduto l’attivazione dell’Alberghiero dell’Istituto Niccolini.
«A scuola il quarto anno partirà a settembre – spiega Togoli –. Abbiamo già oltre 150 studenti, a cui si aggiungeranno una quarantina di studenti iscritti alla prima».
Un ottimo risultato per un indirizzo di studio che nella Toscana costiera è attivo a Pisa, Massa e Rosignano Marittimo. –
MICHELANGELO BETTI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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