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Fiumi di coca dall’Olanda alla Toscana sgominata la banda, ventidue arresti
Alcuni appartenenti all’organizzazione vivono in Valdera e in provincia di Firenze: sequestrati sette chili di droga
PONTEDERA. Buona parte degli abitanti della provincia, all’alba di ieri, sono stati svegliati da un elicottero dei carabinieri che ha sorvolato Ponsacco, Santa Maria a Monte, Santa Croce e altri piccoli centri, come La Borra di Pontedera, dove i militari erano impegnati ad arrestare i componenti di una articolata organizzazione di spacciatori di droga. In manette sono finiti marocchini e albanesi, già noti alle forze dell’ordine.
I militari del nucleo investigativo di Ferrara, in collaborazione con i carabinieri delle compagnie di Pontedera e di San Miniato e di altri centri della Toscana, hanno arrestato 22 uomini in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Bologna.
L’operazione, che è stata denominata “Sottobosco” e ha visto l’impiego di 140 militari, tre unità cinofile e un elicottero, ha permesso di sgominare un’organizzazione che, secondo l’accusa, riforniva di cocaina proveniente dall’Olanda le principali città dell’Emilia Romagna e della Toscana.
Tre dei ricercati nella nostra regione sono riusciti a fuggire: i carabinieri hanno dato loro la caccia nelle campagne e nei casolari di Pontedera.
L’attività investigativa è iniziata il 13 marzo 2016 quando ai carabinieri di Bondeno (Ferrara) si è presentata una coppia del luogo per denunciare il danneggiamento dell’autovettura. La donna raccontò di avere ricevuto minacce dai creditori del loro figlio che aveva contratto ingenti debiti con spacciatori di droga. La stessa donna era stata anche minacciata di morte. Le indagini hanno poi consentito di fare luce sull’episodio denunciato dalla coppia e quindi di svelare una fitta e organizzata rete di spaccio di sostanze illecite.
L’inchiesta, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Bologna, diretta dal procuratore Giuseppe Amato, ha portato a identificare – stando all’accusa – Mohamed Jarmouni, appartenente a una famiglia nota a Pontedera e Pisa, come il fornitore di cocaina destinata ai referenti del gruppo operante a Bondeno.
Risalendo la struttura organizzativa – di tipo piramidale – capeggiata da Mohamed Jarmouni (arrestato in Lombardia) è emersa la cogestione paritaria degli affari illeciti con cinque albanesi (Defrin Dervishi, Enver Dervishi, Haxhi Dervishi, Besnik Dervishi e Klodian Alushku), operanti tra le province di Pisa e Firenze.
Secondo gli inquirenti erano loro a curare l’approvvigionamento di cospicui quantitativi di cocaina dall’Olanda, servendosi di una rete di corrieri, tra i quali Olsi Ivziku, e a immettere la droga sui mercati emiliano-romagnoli (province di Ferrara, Bologna, Modena e Parma) sino ad arrivare alla Toscana quale terminale finale per il rifornimento della province di Pisa, Firenze e Lucca, in particolare lo “sballo della Versilia”.
Klodian Alushku (operante nella provincia di Firenze) avvalendosi di altri due connazionali (Sphetim Fili e Shkelzen Cani), pur gestendo una rete distributiva autonoma, aveva contatti rilevanti con il gruppo Dervishi, al quale era legato per l’approvvigionamento. Insomma, una società d’affari gerarchizzata e determinata a dominare il mercato della droga.
Secondo l’accusa, Mohamed Jarmouni reggeva le file dei suoi, conducendo personalmente le trattative per gli acquisti con il gruppo degli albanesi che facevano capo ai Dervishi, ma anche impartendo precise istruzioni sul da farsi nelle singole operazioni illecite e disponendo dei concorrenti quali sottoposti, chiamati a intervenire da soli o in raccordo, secondo prestabilite modalità relative all’utilizzo dei veicoli, all’occultamento dello stupefacente e alla gestione del danaro.
Durante l’intera attività di investigativa sono stati sequestrati sette chilogrammi di cocaina. Ieri sono stati recuperati complessivamente 28.000 euro in contanti. –
SABRINA CHIELLINI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .
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