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La comunità senegalese «Vogliamo giustizia: stop ai soprusi contro di noi»
CASTELFRANCO DI SOTTO. «Dobbiamo trovare un modo per convivere in pace. Il rispetto delle regole è decisivo». Questo dicono i tanti lavoratori senegalesi presenti in piazza, come Mamadou Diop,...
CASTELFRANCO DI SOTTO. «Dobbiamo trovare un modo per convivere in pace. Il rispetto delle regole è decisivo». Questo dicono i tanti lavoratori senegalesi presenti in piazza, come Mamadou Diop, presidente della comunità di Pontedera.
«Noi cerchiamo di fare la nostra parte, anche con la nostra presenza qui oggi». Presenza evidente in corteo, durante il quale comunque qualcuno, a microfoni spenti, confessa: «Molti non sono venuti per paura di perdere il lavoro. Alcuni imprenditori non hanno alcun rispetto. Questa manifestazione significa tanto per noi».
Tanti i rappresentanti di una comunità che nel Cuoio ha ormai radici profonde ed una storia di integrazione e lavoro di decenni. Persone come Abdoul Pene, portavoce delle comunità del Cuoio, che al microfono in piazza ha voluto chiedere giustizia in merito alle aggressioni.
«Non siamo pessimisti, ma sappiamo che se non reagiremo tutti insieme a questi fatti ci ritroveremo presto qui ancora in piazza, magari a piangere qualcuno. Molti di noi hanno perso un dito o un occhio per portare a casa il pane, ma non siamo disposti ad accettare questi soprusi – ha detto – Chiediamo alle autorità che sono presenti qui di proteggere le fasce più deboli e sradicare quella mano invisibile che si vuole impossessare della nostra ricchezza e dei nostri valori. Chiediamo al Procuratore della Repubblica di passare ai raggi x tutte le magagne di questo territorio. Il male che ci minaccia e aggredisce – ha concluso – ha nomi e cognomi e oggi rischia di crescere perché qualcuno gli dà da mangiare, fa finta di non vedere o tace». –
N. D. M. . BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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