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Annegato nel lago a 12 anni, aperta un’inchiesta
Il padre del ragazzino di 12 anni morto a Roffia si è gettato nel bacino rischiando la vita: lo ha salvato un carabiniere
SAN MINIATO. La disperazione di un padre che non riesce a trattenersi dal dolore e si getta nel lago mentre i sommozzatori dei vigili del fuoco stanno recuperando il corpo senza vita del figlio di 12 anni, Li Qi Jun, morto annegato giovedì nelle acque fangose del bacino di Roffia. Dall’altra parte, la prontezza di riflessi dell’appuntato dei carabinieri, Pietro Longobardi, della Radiomobile della Compagnia di San Miniato. Il militare aveva letto negli occhi e nel pianto la disperazione del genitore e non lo aveva mai perso di vista durante la fase delle ricerche. Più volte l’uomo si era abbandonato al pianto, aveva chiamato per nome il figlio che però era scomparso e non si riusciva più a trovare. Momenti di grande tensione.
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Quando l’uomo si è gettato nell’acqua per raggiungere il figlio, il carabiniere è stato rapido quanto lui e lo ha stretto in un forte abbraccio, evitando per l’uomo gli stessi rischi che erano stati fatali per il figlio.
Immergersi nel bacino di Roffia è molto pericoloso oltre che vietato. Ma al tempo stesso, in quei momenti, per il genitore era impossibile farsi una ragione di quello che era appena successo. Un pomeriggio che nemmeno i soccorritori, abituati a vedere tante drammatiche situazioni, potranno dimenticare molto facilmente.
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Già la madre della giovane vittima, appena era arrivata sul posto, aveva avuto un malore ed era stata soccorsa dal personale del 118. Il dolore più grande per un genitore è quello di sopravvivere a un figlio.
Dopo che aver afferrato il padre della vittima, insieme a due amici della famiglia cinese residente a Stabbia nel comune di Cerreto Guidi, il carabiniere ha riportato l’uomo sulle sponde del lago: qui il padre del ragazzino ha ricevuto le prime cure.La salma del dodicenne è stata trasportata all’Istituto di medicina legale a Pisa. Sarà richiesta l’autopsia.
Dalla Procura è trapelata la notizia che ci sarebbe un primo indagato. I carabinieri svolgeranno accertamenti per capire se il divieto di balneazione nello specchio d’acqua sanminiatese è adeguatamente segnalato, così come lo zio potrebbe rischiare di essere indagato per non avere vigilato in maniera adeguata sul minorenne che si è tuffato nel lago pur essendo vietato. Insieme alla vittima e ad un altro bambino c’erano anche altri due adulti.
L’indagine è ancora nelle prime fasi e gli investigatori, da quando è stato detto procedono con grande cautela.(s.c.)
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