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Pontedera

Un giovane vi perse la vita nove anni fa

Un giovane vi perse la vita nove anni fa

Il diciottenne era andato alla spiaggetta  lungo il lago in compagnia di amici 

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SAN MINIATO. All’origine della storia tutto è nato con una grande e gigantesca buca. Quella prodotta dall’attività estrattiva della Draga Borgioli lungo la sponda sinistra dell’Arno, in un’area a pochi passi dalle case di Roffia. La necessità di mettere in sicurezza l’abitato, unita alla volontà di riconvertire il sito in chiave ambientale e sportiva, fu la molla per dare il via alla creazione del lago: un bacino remiero, in base al progetto sottoscritto nel 1991 tra privato e amministrazione comunale. Il primo passo fu l’allargamento dell’invaso, concepito come strumento per lo sviluppo turistico dell’area, immaginando la nascita di una “Cittadella dell’acqua” legata alle competizione di canoa e canottaggio.

Fu questa la prima molla della lunga e complicata storia del bacino di Roffia, costellata negli anni di numerosi lavori, altrettanti intoppi e infinite polemiche. Se da un lato, infatti, l’attività sportiva è oggi una bella realtà di San Miniato, dall’altro il progetto della Cittadella è rimasto solo un sogno. L’ultima eredità di quegli anni è stata la palazzina costruita dal Coni con i soldi di Italia ’90, pensata come punto d’arrivo delle gare, poi abbandonata, vandalizzata e infine demolita nel luglio del 2017. In mezzo a tutto questo, a caratterizzare gli ultimi anni sono state le vicissitudini per la trasformazione del bacino in cassa d’espansione, la cosiddetta Cassa dei Piaggioni. Un progetto partito subito col piede sbagliato, a cominciare dall’esproprio dei terreni alla stessa Borgioli: espropri bocciati da una sentenza del 2012, arrivata al termine di una serie di ricorsi, con la quale i giudici annullarono una parte degli espropri del 2008 respingendo però la richiesta risarcitoria. Alla fine, è stata la Regione a chiudere la partita, mettendo sul piatto altri 2 milioni per acquisire tutta l’area. Nel frattempo, i lavori iniziati nel 2008 hanno dovuto fare i conti con un paio di esondazioni, con il fallimento della prima ditta vincitrice dell’appalto, insieme ad una serie di ritardi e ad un’inaugurazione forse troppo frettolosa.

Adesso la cassa sembra pronta ad entrare in funzione, anche se resta da sciogliere il nodo della coesistenza con l’attività sportiva. Negli ultimi anni, però, quello specchio d’acqua è stato anche protagonista di alcuni drammi. Come quello avvenuto nel giugno del 2009, quando un 18enne di origine marocchina residente a Santa Croce annegò mentre faceva il bagno, a dispetto del divieto di balneazione in vigore già allora. Anche all’epoca, il 18enne si era recato con alcuni amici nella spiaggetta lungo il margine orientale del lago. Nel dicembre del 2015, poi, un pensionato fu trovato senza vita nelle acque del bacino, a pochi metri da un pontile a cui stava lavorando.

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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