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Motorizzazione nel caos Protestano le autoscuole
Da mesi si registrano pesanti rallentamenti delle pratiche negli uffici ministeriali Il presidente di Confarca: «La categoria è esasperata». Appello al prefetto
PONTEDERA. Il piano ferie del personale della Motorizzazione di Pisa, insieme all’organizzazione del lavoro che è stata data agli uffici, rischia di mettere in ginocchio le autoscuole della provincia di Pisa. Il servizio infatti già a giugno è andato a rilento e nel mese di luglio sarà in grado di coprire solo il 25 per cento circa delle richieste che arrivano dalle autoscuole relative agli esami per conseguire la patente di guida. Tutto questo – è evidente – mette in crisi un sistema che colpisce a catena a cominciare dalle autoscuole. Se i clienti non possono sostenere l’esame di guida, non hanno interesse a fare le lezioni e anche i dipendenti delle autoscuole si trovano senza lavoro. Il sindacato della categoria aveva proposto alla direzione della Motorizzazione – che da Lucca gestisce anche le sedi di Livorno, Massa e Lucca – di riorganizzare gli orari di apertura al pubblico dei vari sportelli, così da aprire a giorni alterni e poter impiegare il personale nello svolgimento degli esami.
«Tutte le nostre richieste – dice Marco Abbondandolo dell’Autoscuola Gerardo di Pontedera, presidente del sindacato Confarca – sono cadute nel vuoto».
All’inizio di maggio una cinquantina di titolari di autoscuole della Toscana hanno protestato, durante il convegno della Confarca (la confederazione che rappresenta le scuole guida) in programma a Bologna per denunciare, dinanzi ai vertici della Motorizzazione civile, i rallentamenti che da mesi si verificano negli uffici ministeriali del territorio toscano.
Una situazione, quella che da mesi si registra in Toscana, in particolare nell’area della costa, che sta arrecando notevoli disagi alla categoria, a cui spesso non vengono garantite le sedute d’esame e che sono state costrette a cambiare le procedure a causa della mancanza di personale. «Siamo esasperati – continua il responsabile regionale della Confarca, Abbondandolo – Questa situazione a giugno e luglio costringe le aziende a prendere provvedimenti anche nei confronti dei dipendenti. Ci saranno posti a rischio e noi possiamo farci ben poco. Per questo abbiamo spiegato che una soluzione plausibile poteva essere la chiusura al pubblico degli uffici per consentire al personale della Motorizzazione lo svolgimento delle pratiche burocratiche e delle prove pratiche d’esame. Ma non ci vogliono ascoltare».
Le autoscuole pensano di organizzare una protesta pubblica dopo avere scritto anche al prefetto sollecitandolo a intervenire per garantire lo svolgimento regolare del servizio. «Si rischia, andando avanti così, la scadenza dei fogli rosa con aggravio di costi per i nostri clienti che dovranno pagare una nuova pratica, c’è il rischio di perdere anche la promozione della teoria e ripartire dall’inizio. Il personale dell’ufficio motorizzazione è collaborativo, ma non basta più la buona volontà. Anzi la situazione sta peggiorando», chiude Abbandolo.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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