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Del Guasta, il partigiano che morì a Marcinelle

Del Guasta, il partigiano che morì a Marcinelle

Cascina e Vicopisano commemorano la figura del minatore vittima della tragedia avvenuta in Belgio nel 1956. L’assessore Cosentini: «Gli dedicheremo una strada»

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CASCINA. Con una cerimonia al cimitero di Pettori è stata commemorata ieri la figura di Enrico Del Guasta: partigiano e minatore cascinese rimasto ucciso l’8 agosto 1956 in Belgio, nella terribile tragedia di Marcinelle. La manifestazione, molto partecipata, rientrava nella serie di eventi organizzati dal Comune di Vicopisano dal titolo “Raduno orfani di Marcinelle”, una due giorni dedicata ai fatti che in quel lontano agosto del ’56, portarono alla morte di 136 minatori italiani (262 in totale). Presenti i quattro figli di Enrico – Libero, Gianfranco, Graziella e Umberto – la famiglia, le istituzioni locali, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, e una nutrita delegazione di parenti delle vittime provenienti da Lettomanoppello, uno dei comuni italiani più colpiti dalla tragedia di Marcinelle.

Enrico Del Guasta, protagonista della Resistenza al nazifascismo con il nome di battaglia “Comandante Franz”, emigrò in Belgio in cerca di un futuro migliore. Una storia italiana simile a tante altre, soprattutto nei tumultuosi anni che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale.

«Provo una grande emozione – dice Leonardo Cosentini, assessore alla cultura di Cascina – perché il sacrificio di Enrico Del Guasta, purtroppo, resta ancora attuale. La sua è una vicenda che non ha insegnato abbastanza. Ancora oggi si continua a morire per amore della famiglia, nella ricerca di un futuro migliore per i propri figli».

Il neo assessore annuncia alcune iniziative in ricordo di Del Guasta. «È un onore essere qui – prosegue Cosentini – L’amministrazione si è già formalmente impegnata nel dedicare una strada a Enrico Del Guasta, ma questa sarà solamente la prima di altre iniziative in suo ricordo. Questo genere di occasioni – conclude – non devono essere motivo di divisione, al contrario, di unione e condivisione della vita e della speranza».

Presente alla commemorazione di Pettori anche il presidente del museo sorto sul sito dell’ex miniera belga, che dal 2012, è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità.

«Tramite il figlio Umberto, noto ristoratore di San Giovanni alla Vena – racconta Juri Taglioli, sindaco di Vicopisano – abbiamo conosciuto la storia di Enrico Del Guasta. Vicopisano stringerà dei gemellaggi con le città più colpite da questa tragedia. Una storia, che tramite i racconti e i rapporti stretti con le associazioni delle vittime, diventa indelebile».

La figura di Enrico Del Guasta rappresenta bene ciò che significava emigrare per lavoro, privati dei diritti e delle tutele. «È a persone come lui – prosegue Taglioli – che dobbiamo la nostra libertà. La tragedia di Marcinelle divenne un punto di svolta. L’Europa, dopo, iniziò a considerare con più attenzione le condizioni di lavoro degli emigranti».

«Dopo l’8 settembre del 1943 – dice Bruno Possenti, presidente dell’Anpi provinciale – Enrico Del Guasta, insieme ad altri, dette vita alla Resistenza al nazifascismo. A questi uomini, dobbiamo la Costituzione italiana e la democrazia nata dopo la Liberazione».

Carlo Palotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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