Nuova perizia per stabilire se Samantha si poteva salvare
PISA. Un supplemento di perizia per chiarire se la piccola Samantha avrebbe potuto salvarsi se Tonino avesse indicato subito nella prima telefonata l’indirizzo giusto in cui far arrivare l’ambulanza....
PISA. Un supplemento di perizia per chiarire se la piccola Samantha avrebbe potuto salvarsi se Tonino avesse indicato subito nella prima telefonata l’indirizzo giusto in cui far arrivare l’ambulanza.
È il quesito che ieri mattina la Corte d’Assise d’Appello si è posta rinviando al 20 giugno l’udienza in cui conferire l’incarico a due medici legali. L’esito della consulenza arriverà dopo l’estate.
Si allungano così i tempi per la sentenza d’appello a carico di Tonino Krstic, 32 anni, origini serbe e natali in Italia, condannato nel luglio scorso a 30 anni per l’omicidio, con un pregresso di maltrattamenti nei giorni precedenti, della piccola Samantha, la bimba di 3 anni figlia della sua compagna.
Krstic, difeso dall’avvocato Massimiliano Palena, si è sempre proclamato innocente. Quel tragico pomeriggio del 27 aprile 2016 la bambina stava male. Tonino chiamò il 118, ma fornì un indirizzo sbagliato. Temeva, secondo l’accusa, di far scoprire agli inquirenti in quali condizioni aveva ridotto la piccina. Vivevano in una baracca a Calambrone il patrigno, la sua compagna e la piccola.
Il 32enne serbo, lunghi trascorsi tra violenza e vagabondaggi già da quando gravitava su Pontedera, telefonò nel tardo pomeriggio per la seconda volta alla centrale del 118 fornendo l’indirizzo esatto, quello del tugurio sul viale del Tirreno dove la piccola Samantha si stava ormai spegnendo.
Un’attenuante che ha portato la condanna a 30 anni rispetto all’ergastolo invocato dal pm Giancarlo Dominijanni. L’ultima telefonata alla centrale del 118 per la Corte d’Assise pisana andava letta come una sorta di ravvedimento, «come una dimostrazione di pietas da parte dell’imputato».
Per la Procura di Pisa, invece, quella chiamata di fatto era inutile perché la piccina era quasi morta. Sapeva che stava male già dalla sera prima. Ma non fece niente. Non solo. Nel sottolineare l’assenza di qualunque rimorso in Krstic, nel ricorso il dottor Dominijanni ricorda che Tonino, con una bimba martoriata e con una temperatura di 32 gradi, dopo la telefonata ai soccorritori decise di uscire di casa per andare a comprarsi le sigarette. Lasciò nella baracca la compagna disperata Juana Francisca De Olmo e Samantha che era ormai agonizzante. Il medico provò a rianimare la piccina, coperta di lividi e incosciente. Sul corpo aveva 38 lesioni, di cui 17 in testa. (p.b.)
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