Il Tirreno

Pontedera

Vince Parrella la socialista del centrodestra

Vince Parrella la socialista del centrodestra

La strategia della Lega di correre da sola per sbarrarle la strada non ha pagato

4 MINUTI DI LETTURA





SANTA MARIA A MONTE. Chi conosce bene gli umori del paese non è rimasto sorpreso dal risultato delle urne che premia per la seconda volta Ilaria Parrella, sindaca socialista sostenuta dal centrodestra con l’esclusione della Lega. L’architetto, classe 1967, sposata, madre di due figli (un maschio e una femmina), è stata eletta di nuovo primo cittadino di Santa Maria a Monte (il 61,69% a mezzanotte e un quarto con nove sezioni scrutinate su dodici). La sua vice sarà Manuela Del Grande, Forza Italia, anche lei alla seconda esperienza. La vittoria di Parrella, dicevamo, non è una sorpresa, anche se alla vigilia c’era una grossa incognita: la Lega ha corso da sola, dopo che l’accordo con le altre forze di centrodestra è saltato, e c’era da capire cosa avrebbe comportato una scelta del genere in termini di voti. Visto il risultato, il mancato appoggio leghista alla sindaca uscente non ha impedito la vittoria della lista “Santa Maria a Monte Viva”, sostenuta da Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Quanto al candidato del Carroccio, Gianpaolo Dini, classe 1959, imprenditore, è al terzo posto – la situazione è fotografata alla mezzanotte e un quarto di ieri dal sito del Comune –, preceduto di poco da Sergio Coppola, il funzionario Arci intorno al cui nome si è compattato il centrosinistra. Coppola, secondo una prima e sommaria analisi, dovrebbe aver pescato soprattutto in quella che storicamente è una roccaforte rossa: Montecalvoli.

In gara per il quarto posto Alberto Fausto Vanni, personaggio storico del Pri, notissimo commerciante di abbigliamento, molto attivo nel mondo dell’associazionismo, il quale è stato il perno della lista civica “L’Idea per Santa Maria a Monte”, uno schieramento che ha elaborato una serie di progetti per il paese, alcuni in palese contrasto con quelle che sono state le scelte dell’amministrazione Parrella. Infine, uno sguardo alla sinistra radicale: Eros Cavallini, il quarantenne candidato sindaco del Partito Comunista, che si colloca all’ultimo posto (almeno alla mezzanotte di ieri).

Come noto, non c’era una lista Cinque Stelle – primo partito alle politiche del 4 marzo – per cui è facile ipotizzare che i voti pentastellati siano andati in libera uscita, un po’ a destra e un po’ a sinistra.

Riepilogando, quindi, l’elettorato di Santa Maria a Monte ha compiuto una scelta nel segno della continuità. La maggioranza dei cittadini ha premiato il lavoro fatto negli ultimi cinque anni da Parrella e ha creduto nel messaggio lanciato dalla sindaca e dalla sua squadra pochi giorni prima del voto: «Ci candidiamo per continuare a migliorare il nostro Comune, insieme a tutti voi. Vogliamo continuare ad ascoltare le istanze dei territori e valorizzarne le risorse e le peculiarità. Chiediamo il vostro voto per “confermare il cambiamento” avviato in questi anni, con una squadra di candidati competenti e appassionati e una serie di proposte concrete, realizzabili, economicamente sostenibili. Crediamo che il nostro paese vada valorizzato e con le sue bellezze naturali, la sua storia e la sua cultura. Abbiamo realizzato tanti progetti per farlo rinascere, sostenendo le attività commerciali e produttive, recuperando i centri storici e le varie realtà del nostro territorio. Senza dimenticare le persone, le loro storie, le difficoltà delle famiglie. C’è ancora molto da fare e noi siamo pronti, con serietà e trasparenza, ad impegnarci per i prossimi cinque anni! Facciamo appello a tutti i cittadini perché vadano a votare scegliendo la lista Santa Maria a Monte Viva».

Oltre ai risultati va messo in evidenza che ha votato poco più del 56%. In poche parole, (quasi) un santamariammontese su due non si è recato alle urne, lasciando cadere così il suo diritto di voto.

Una contrazione significativa, che salta ancor più all’occhio se confrontata con i dati delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, che nel Comune dettero la maggioranza dei voti al Movimento Cinque Stelle. Tre mesi fa, infatti, per la Camera e il Senato furono rispettivamente il 79, 9% e il 79, 8% i votanti che si recarono alle urne per esprimere la loro preferenza. Sono passati poco più di 90 giorni, e lo scenario appare totalmente sconvolto, con la percentuale di votanti calata di più di venti punti. Una diminuzione che si registra non solo con riferimento alle politiche di quest’anno. Anche prendendo come paragone l’affluenza alle comunali di cinque anni fa, infatti, c’è una diminuzione, anche se meno netta ed evidente. Il 26 maggio 2013, fu il 61, 16% degli aventi diritto a votare: in questo caso, la differenza negativa è di quasi cinque punti percentuali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani