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Volterra ricorda Lelio Lagorio politico e stratega
VOLTERRA. La città etrusca si stringe intorno al ricordo di Lelio Lagorio, morto nel 2017. Uomo delle istituzioni, sindaco di Firenze per pochi mesi – prese il posto di Giorgio La Pira nel febbraio...
VOLTERRA. La città etrusca si stringe intorno al ricordo di Lelio Lagorio, morto nel 2017. Uomo delle istituzioni, sindaco di Firenze per pochi mesi – prese il posto di Giorgio La Pira nel febbraio 1965 – e primo presidente della Toscana, quando vennero istituite le Regioni come da dettato costituzionale. Lagorio poi ricoprì più volte la carica di ministro (della Difesa, del Turismo). Una vita dedicata al Paese e un legame, quello con Volterra, mai reciso. Per questo, l’amministrazione guidata da Marco Buselli ha voluto, ieri, onorarne l’impegno pubblico nell’arco di quasi trent’anni. Presenti, alla celebrazione, noti esponenti della politica di ieri e di oggi.
«Con il “Dizionario di Volterra” e l’opera “Il lungo cammino di Volterra”, Lagorio, con la capacità di sintesi che lo contraddistingueva, ha lasciato alla comunità del Volterrano, rappresentata nel senso più ampio anche dal sindaco di Castelnuovo Alberto Ferrini, ciò che secondo un proverbio cinese, si può sperare di lasciare in eredità ai propri figli, ossia le radici e le ali. Al termine della bella e partecipata cerimonia – ha detto il sindaco – ho proposto quindi ufficialmente di iniziare a lavorare anche per il conferimento della civica benemerenza alla sua memoria».
Alla cerimonia – presenti la moglie di Lagorio, Vanna Vannucchi, e la figlia Silvia – hanno preso parte anche Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale, Enrique Barón Crespo, politico spagnolo, ex presidente del Parlamento Europeo, e l’onorevole Monica Baldi.
«Lelio è stato un grande politico e un fine stratega – ha detto Baldi – e ho sempre provato per lui un affetto sincero e una profonda stima. Un protagonista della vita italiana ed europea che merita di essere ricordato come tale».
«Per me è stato un compagno di gruppo e di avventura – ha raccontato Enrique Barón Crespo – con lui ho vissuto momenti importantissimi, come la caduta del muro di Berlino».
Una persona gentile, che Enrique Barón Crespo ricorda con simpatia. «Un grande signore – conclude – che ancora oggi, in Europa e soprattutto in Italia, potrebbe rappresentare una risorsa eccezionale, per la sua capacità politica e di pensiero».
Pietro Mattonai
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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