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In Piaggio ancora 145 operai in attesa del “tempo pieno”

In Piaggio ancora 145 operai in attesa del “tempo pieno”

PONTEDERA. Ancora tanti i lavoratori della Piaggio con contratto part-time verticale (ptv) da trasformare in dipendenti a tempo pieno. La cifra è compresa tra i 145 e i 130 ed emerge dopo il bilancio...

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PONTEDERA. Ancora tanti i lavoratori della Piaggio con contratto part-time verticale (ptv) da trasformare in dipendenti a tempo pieno. La cifra è compresa tra i 145 e i 130 ed emerge dopo il bilancio fatto in questi giorni sul fronte delle uscite in Naspi per il prepensionamento e, appunto, i ptv passati a full-time. Le stime attuali, dallo scorso ottobre, parlano di sessantotto dipendenti usciti dalla fabbrica con lo “scivolo” predisposto all’interno dell’accordo tra azienda e sindacati per il contratto di solidarietà. Contemporaneamente, 34 lavoratori sono hanno visto trasformarsi il loro contratto in un tempo pieno.

L’accordo è quello siglato nell’ottobre del 2017 tra dirigenza della Piaggio e rappresentanti dei lavoratori che prevedeva l’uscita di un masso di 150 dipendenti con la formula del prepensionamento in Naspi con incentivi. Dal 2009 ad oggi sono stati “stabilizzati” 350 circa part-time verticali, ne rimangono ancora da circa 145 da trasformare in full-time. Tra questi, però, ce ne sarebbe un buon numero che hanno già rifiutato l’offerta di lavorare a tempo pieno nella fabbrica della Vespa. Da qui la stima di 130 rimasti nelle liste di chi lavora sette, otto mesi in Piaggio, in corrispondenza del picco produttivo legato alle vendite dei veicoli a due ruote nei mesi estivi.

Un tema, quello dei part-time verticali che divide spesso il fronte sindacale. Per le segreterie provinciali di Fiom, Fim e Uilm, la quota compresa tra il trenta e il cinquanta per cento di trasformazioni rispetto al numero dei lavoratori in uscita è stata considerata buona fin da subito. Ma ci sono state critiche avanzate da una parte del sindacato interno all’azienda che avrebbero voluto aumentare la percentuale.

Resta il fatto che, questa operazione s’inserisce nella vicenda legata all’utilizzo degli ammortizzatori sociali nei periodi di calo produttivo. E che, anno dopo anno, punta a livellare il numero dei dipendenti con le reali necessità produttive di cui, attualmente, ha bisogno lo stabilimento della Vespa. (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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