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I detenuti attori celebrano 30 anni con Beatitudo
VOLTERRA. La Compagnia della Fortezza, il progetto teatrale nato dentro la casa di reclusione di Volterra porta in scena dal 23 al 26 luglio alle 17 alla Fortezza Medicea, «Beatitudo», lo spettacolo...
VOLTERRA. La Compagnia della Fortezza, il progetto teatrale nato dentro la casa di reclusione di Volterra porta in scena dal 23 al 26 luglio alle 17 alla Fortezza Medicea, «Beatitudo», lo spettacolo che celebra i trent’anni di attività di questa esperienza culturale senza precedenti.
La pièce, con la drammaturgia e la regia di Armando Punzo - spiega una nota della compagnia - «è frutto di un lavoro lungo e impegnativo che si pone quasi più come una pratica filosofica che teatrale, in cui Punzo ha deciso di affrontare la sfida di rappresentare l’irrappresentabile: in Beatitudo tutto accade come per la prima volta, come nell’opera di Borges, mettendo continuamente alla prova tutto quello che pensiamo, sovvertendo ogni tipo di certezza, spostando di continuo il nostro livello di comprensione e disattendendo tutte le nostre aspettative».
«Tra i tanti personaggi di Borges – aggiunge Punzo – sentiamo più vicini i più lontani dalla vita, quelli che tradiscono meglio le nostre aspettative, che non ci danno appigli per riconoscerci, ci sfumano tra le mani e si rendono imprendibili, consegnandoci un movimento, indicandoci una possibilità che sembra non appartenerci. “Voleva sognare un uomo, sognarlo con minuziosa interezza, e imporlo alla realtà”, dice Borges, e mi sembra il compito che si è dato la Fortezza per trent’anni. Asciugare le acque di un fiume in piena, prosciugarle prima che inondino le pianure circostanti travolgendo tutto quello che incontrano sul loro cammino, procurando distruzione e morte, è questo il teatro che cerca di arginare la vita che dilaga in noi senza freno, che rompe gli argini e si insinua in tutte le pieghe della nostra esistenza per possederci e soffocarci con il suo fluido limo».
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