Il Tirreno

Pontedera

Sentiti in caserma i genitori di Federico

di Sabrina Chiellini
Sentiti in caserma i genitori di Federico

Rinviato il conferimento dell’incarico per le autopsie

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SAN MINIATO. È stato rinviato di un giorno, cioè a questa mattina, il conferimento dell’incarico per l’autopsia sulla salma dei due giovani trovati cadaveri, la mattina di sabato, in un parcheggio sulle colline di San Miniato. Dalle notte di venerdì notte i carabinieri cercavano la Opel Corsa vista allontanarsi da Galciana di Prato dove abitava Elisa Amato, 30 anni, commessa in un negozio di abbigliamento. Nell’abitacolo dell’utilitaria giaceva anche il cadavere di Federico Zini, 25 anni, di San Miniato, un ragazzo con una smisurata passione per calcio e che, strada facendo, era stato costretto a rinunciare al sogno di militare in una squadra di serie A. Ora però la mente di Federico era ossessionata da un altro obiettivo, quello di tornare a vivere con Elisa con la quale aveva avuto una relazione interrotta da più di un anno. Ma i due, che si erano conosciuti in discoteca, continuavano a frequentarsi.

Una storia che si è trascinata tra alti e bassi e che solo le due vittime conoscevano fino in fondo. Certo è che Federico era riuscito a nascondere bene, come raccontano amici e familiari, il suo rancore verso la commessa. Nessuno immaginava che potesse ucciderla e poi togliersi la vita. E anche quando gli amici hanno saputo che aveva comprato una pistola – praticamente dieci giorni fa – a nessuno è venuto in mente che Federico stesse pensando di uccidere la sua ex e poi di togliersi la vita.

Ad effettuare le autopsie sarà il professor Marco Di Paolo e l’incarico il pm Flavia Alemi lo formalizzerà questa mattina. Mentre l’autopsia è prevista per domani, anche se già nelle prossime ore cominceranno i primi accertamenti. Emerge ora che sul cadavere di Elisa è visibile un solo colpo andato a segno e fatale per lei, quello che l’ha raggiunta al torace.

Dopo il dramma sono emerse due percezioni diverse di una relazione che comunque era finita. Se a Prato gli amici di Elisa parlano di continue richieste da parte del giovane calciatore, di pedinamenti e telefonate, a San Miniato, a cominciare dalla famiglia, non c’è la stessa impressione. Sul femminicidio suicidio indagano ora le procure di Pisa e di Prato: la vicenda è cominciata in questa città e qui è avvenuto il reato più grave anche se ancora non c’è la certezza che la commessa sia morta sotto casa e che sia poi stata trasportata quando ormai era già cadavere per circa 70 chilometri.

Il padre di Federico, Maurizio Zini, giornalista, è stato sentito dai carabinieri subito dopo la tragedia. Ieri in caserma a San Miniato è stata sentita la mamma, assistita dagli avvocati Francesco e Mariangela Scaduto. La donna ha confermato quello che già aveva detto il marito: il loro ricordo del figlio è quello di un ragazzo solare, che progettava le vacanze, che aveva appena rinnovato il contratto con il Tuttocuoio. La famiglia del calciatore si è chiusa nel silenzio dopo avere chiesto scusa ai genitori e alla sorella della vittima pratese. Gli Zini aspettano solo di poter dare l’ultimo abbraccio al figlio che probabilmente già domani sera potrà tornare a San Miniato. Il funerale (forse giovedì o venerdì ) si svolgerà nella chiesa di Balconevisi, paese dove abita la famiglia della madre del 25enne.

Sono in corso accertamenti anche sulla pistola usata per uccidere e sui telefoni delle vittime.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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