Il Tirreno

Pontedera

Il parroco di Galciana «Due giovani vittime e due famiglie distrutte»

di Pasquale Petrella
Il parroco di Galciana «Due giovani vittime e due famiglie distrutte»

Don Luca Rosati ha fatto visita ai genitori di Elisa Amato «Ho trovato tanta comprensione, ora preghiamo per loro» 

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PRATO. «Tanta comprensione anche nei confronti di chi ha fatto questo terribile gesto, perché guardate sono persone piene di dolore, perché questo è stato un evento straordinario, ma sono anche persone religiose».

Racconta così don Luca Rosati, prete delle parrocchie di San Pietro e della Visitazione a Galciana, che è andato a trovare i genitori e la sorella Elisa Amato, la trentenne uccisa con tre colpi di pistola nella notte fra venerdì 25 e sabato 26 maggio nel parcheggio davanti alla propria abitazione dall’ex fidanzato Federico Zini, 25 anni, di San Miniato, che poi si è suicidato.

«Sul ragazzo? Hanno detto di fatto: noi si piange sì ma siamo due famiglie distrutte ed entrambe sono due vittime. Non una vittima e un carnefice, due vittime, anche il ragazzo è una vittima perché quando si commette un simile gesto si perde il lume della ragione – dice don Luca - Costruite sul positivo e non sulle divisioni. Noi dobbiamo fare una inversione di marcia. Se si comincia a mettere in cagnesco l’uno contro l’altro non usciamo più da questo ginepraio».

Si tratta di una famiglia cattolica praticante.

«La sorella della mamma è una religiosa, la mamma veniva sempre a messa e spessissimo anche il babbo. La ragazza e la sorella venivano in maniera discontinua come tutti i giovani di oggi - continua don Luca Rosati - Dobbiamo sostenerli con la fede, con la preghiera, con l’affetto fraterno. Tutto questo si verifica per quella esasperata volontà di isolarci l’uno dall’altro. Questo è il male del nostro tempo».

Una dichiarazione che don Luca ha fatto alla fine della santa messa delle 11 durante la quale ha invitato i fedeli a pregare per «quella famiglia colpita da un così grave lutto. Gente di fede, la sorella della mamma è una suora, gente che va a messa ogni domenica alla Visitazione. La possiamo sostenere in questo momento di difficoltà e di male perché possa sentire il calore della presenza cristiana, della presenza fraterna di ognuno, e della presenza di Dio».

Quella di ieri era una domenica assolata in cui si è fatto sentire forse per la prima volta il caldo di una stagione che tardava ad arrivare.

C’era pochissima gente in via Brasimone, teatro dell’uccisione di Elisa Amato, e ancora meno quella che aveva voglia di commentare ciò che è accaduto la notte tra venerdì e sabato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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