Il Tirreno

Pontedera

Sequestro e minacce: scatta l’espulsione per 3 migranti

Sequestro e minacce: scatta l’espulsione per 3 migranti

I carabinieri hanno notificato il decreto agli ospiti del BricHotel di Ponsacco che a febbraio presero in ostaggio l’operatore di una cooperativa

2 MINUTI DI LETTURA





PONSACCO. Non è passato nel silenzio l’episodio avvenuto nei mesi scorsi all’interno del centro di accoglienza per profughi richiedenti asilo alle Melorie di Ponsacco. I carabinieri hanno notificato ai tre extracomunitari, ospiti del BricHotel a Ponsacco, un decreto emesso dalla prefettura per la loro espulsione. I tre all’inizio di febbraio erano stati arrestati per il reato di sequestro di persona e minaccia nei confronti di un operatore della cooperativa “Oltre il mare" che gestisce il centro di accoglienza. Il provvedimento emesso dal Prefetto di Pisa è il diniego alla richiesta di asilo nel nostro Paese presentata dai tre migranti che ora dovranno lasciare il territorio nazionale.

Il provvedimento, come hanno spiegato i carabinieri, è la conseguenza dei fatti accaduti il 5 febbraio scorso e delle plurime sanzioni disciplinari comminate ai tre perché disertavano i corsi di lingua italiana propedeutici al buon esito della richiesta. Dopo che è stato eseguito il decreto di espulsione, che come immediata conseguenza ha anche l’allontanamento dal centro di accoglienza gli ospiti della struttura, compresi i tre stranieri che erano stati arrestati a febbraio, si sono presentati davanti alla compagnia dei carabinieri a Pontedera per chiedere chiarimenti.

Sono stati ricevuti dal maggiore che comanda la compagnia, Michele Cataneo, e una volta che hanno avuto risposta a tutti i loro dubbi sono tornati al centro di accoglienza. A febbraio erano finiti in manette, dopo un’azione di protesta, un 20enne proveniente dalla Guinea-Bissau, un coetaneo del Mali e un 27enne della Costa d'Avorio, ospiti del centro di accoglienza. I tre avevano infatti dato vita ad una protesta, insieme ad altri immigrati, nei confronti della cooperativa che gestisce il centro, per i ritardi nel rilascio della documentazione inerente lo stato di rifugiato politico anche se, ovviamente, i ritardi sono strutturali, fanno parte del complesso iter dell’accoglienza.

I tre, però, oltre alla protesta, avevano trattenuto, all’interno del Brichotel, un italiano di 41 anni, collaboratore della cooperativa che ha in carico la struttura, minacciando di non rilasciarlo finché non fossero stati forniti loro i documenti richiesti. Che a questo punto non avranno. I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno così condotto i tre stranieri in caserma, permettendo al loro ostaggio di tornare libero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera