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Uccise diciassette pecore torna la paura dei lupi
Segnalati da un allevatore due assalti alle greggi a Montefoscoli e Treggiaia «Nemmeno il cane maremmano ha protetto gli ovini, per me un danno grave»
MONTEFOSCOLI. Pecore sotto attacco a Montefoscoli dove, nella notte, ne sono state uccise dodici da animali predatori. Difficile dire se si tratta di lupi, canidi o cani selvatici. Quel che è certo è che l’allevatore Salvatore Briga ha subito un danno grave.
«E non è la prima volta – dice – Ho un altro gregge a Treggiaia, nella valle del centro ippico Lo Scoiattolo. E anche in quel posto, pochi mesi fa, è successa una cosa simile. Non ne possiamo più dei lupi».
Ma è difficile essere certi del tipo di predatore colpevole della strage.
Ieri notte, nella campagna di Montefoscoli, dodici pecore morte. Tre mesi fa a Treggiaia, altre cinque.
«Un grosso danno, ma soprattutto una sensazione d’impotenza davanti a una vera e propria strage di animali – aggiunge l’allevatore – Non riusciamo ad arginare questi attacchi che ci creano enormi problemi».
Briga ha scoperto lo scempio causato da predatori andando al recinto dove tiene le pecore. Molte le ha trovate sbranate, altre ferite e spaventate.
«Ho un cane maremmano a guardia del gregge, ma non è servito a niente – sottolinea ancora – Così com’è stata inutile la rete elettrosaldata che delimita lo spazio dove sono rinchiuse le pecore la notte».
Salvatore Briga vive a Forcoli e l’altra sera ha chiuso il recinto e se n’è andato a casa.
«A volte faccio giri notturni per vedere se sia tutto sotto controllo – dice ancora – Ma so che c’è poco da fare contro gli attacchi di animali che sono liberi di girovagare nelle campagne a loro piacimento, in cerca di prede da mangiare per sopravvivere. Le istituzioni dovrebbero fare qualcosa per arginare questa situazione, perché non sappiamo più come difenderci».
Montefoscoli e Treggiaia come i più remoti posti dell’Alta Valdera e della Valdicecina, dove gli attacchi dei predatori alle pecore sono ormai tristemente frequenti. Chi vive di allevamento di animali sa bene che non ci sono soluzioni certe per evitare di ritrovarsi a portare via le carcasse insanguinate, con la prospettiva di dover mettere mano al portafoglio per rimediare al danno.
«Per lo smaltimento delle pecore morte credo che dovrò spendere circa 300 euro – aggiunge l’allevatore – Mentre il costo totale per ricomprare dodici pecore è di circa 1.700 euro. È vero che abbiamo a disposizione i rimborsi, ma sono inferiori alle spese che dobbiamo sostenere. Senza contare la mole di burocrazia che occorre per avere il denaro».
Gli attacchi dei predatori alle greggi sono un problema serio. Gli allevatori chiedono alle istituzioni di porre fine alle stragi. Le loro proposte di soluzione sono spesso drastiche nei confronti dei lupi. Uccidere predatori non è possibile, in particolare se lupi, specie protetta. Ma è chiaro che, per chi vive allevando pecore, i danni subìti da episodi come quelli avvenuti a Montefoscoli e Treggiaia rendono ancora più difficile un’attività già piena di problemi.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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