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Intitolata a Bertelli l’aula di lettura dell’istituto Fermi
PONTEDERA. Il passo rapido, fino a quando la salute gliel’ha permesso, lo sguardo sornione. A volte pensieroso, dietro agli inseparabili baffi, accennava un sorriso di saluto. Fino a al 2011, quando...
PONTEDERA. Il passo rapido, fino a quando la salute gliel’ha permesso, lo sguardo sornione. A volte pensieroso, dietro agli inseparabili baffi, accennava un sorriso di saluto. Fino a al 2011, quando era andato in pensione dalla scuola, scappava via con i libri e i registri sotto braccio. Questo era il professor Stefano Bertelli, “pontaderese” doc. La sua morte nell’aprile del 2012 ha lasciato un vuoto incolmabile in molte generazioni di pontederesi. Quelli che Bertelli ha cresciuto tra i banchi dell’Itcg Fermi, quelli che ha conosciuto come cittadino attivo nella vita pubblica.
In tanti ieri mattina hanno voluto ricordarlo nell’aula magna dell’istituto. C’erano l’assessore alla cultura, Liviana Canovai, il preside del Fermi, Luigi Vittipaldi, l’ex preside Cristina Cosci e i parenti del professore tra cui il nipote Francesco. In platea anche giovani che hanno avuto Bertelli come docente nei suoi ultimi anni di carriera dietro alla cattedra. Il Fermi, di cui fu vicepreside, ha voluto intitolare la sala lettura della scuola proprio al professore.
«Un gesto dovuto – ha spiegato Vittipaldi – nei confronti di una persona che ha fatto la storia del Fermi, che ha contribuito a migliorarlo, ad arricchirlo, a innalzarne il prestigio. Tutti quelli che sono stati a contatto con lui ne parlano come una persona eccezionale».
Uomo di grande cultura, Stefano Bertelli, nipote di monsignor Vasco, che fu vescovo di Volterra, aveva due lauree: in scienze politiche e filosofia. Oltre trenta anni di insegnamento alle spalle, era stato vicepreside all’istituto tecnico commerciale e per geometri, il Fermi. Protagonista dei vari cambiamenti della scuola, aveva collaborato con il Ministero seguendo tanti progetti e sperimentazioni. La sua casa piena di libri e documenti di ogni genere raccontava quanto fosse grande la sua curiosità e la voglia di conoscere. Tifosissimo della Juventus, con la battuta pronta e con tante persone che gli volevano bene. E che ancora oggi, a sei anni dalla sua scomparsa, continuano a ricordarlo con affetto. Ora il nome di Stefano Bertelli è inciso all’interno della scuola dove ha passato la vita.
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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