Il presidio
Project financing il Comune chiamato a pagare 10 milioni
Ma il sindaco Gabbanini si dice pronto a impugnare il lodo dell’arbitrato con la società San Miniato Gestioni
SAN MINIATO. Il lodo relativo all’annoso contenzioso sul project financing ha visto soccombere il Comune di San Miniato chiamato a pagare quasi 10 milioni. Ma il sindaco, Vittorio Gabbanini, lascia intendere che l’amministrazione intende impugnarlo.
«Non è finita qui, non abbiamo avuto ancora la notifica del lodo ma, da quanto ho capito parlando con il nostro avvocato, lo impugneremo», dice il primo cittadino.
Il collegio arbitrale composto dagli avvocati Angelo Buonfrate, Nicoletta Pelli e Sergio Paparo ha stabilito che il Comune di San Miniato deve pagare 9 milioni e 711mila 74 euro per un vecchio contenzioso.
C’è di mezzo un mutuo ventennale contratto dal Comune con cessione di immobili, la gestione di tutti i parcheggi e di un hotel, la realizzazione di una serie di opere – strade, case popolari e parcheggi – che per gran parte non hanno ancora visto la luce. Controparte del Comune la San Miniato Gestioni Srl. Nel 2015 l’amministrazione locale ha deciso di revocare le concessioni e ha avviato le procedure per la risoluzione del contratto. Tutto questo per non continuare a pagare 200mila euro all’anno di rate.
Il collegio arbitrale ha riconosciuto la responsabilità di entrambe le parti. A carico del concessionario ha riconosciuto la responsabilità di mancate progettazioni per circa 300mila euro. Mentre al Comune di San Miniato sono contestati, tra l’altro, ritardi nella consegna di aree dove costruire e negli espropri dei terreni dove far passare le strade. Un pasticcio, questo, che rischia di costare quasi dieci milioni di euro. Una bella gatta da pelare per Gabbanini e la sua giunta.
Le principali inadempienze lamentate dal Comune riguardano l’attività tecnica progettuale necessaria per la realizzazione della via Sasso e l’ampliamento del parcheggio della Valle del Cencione.
«Ed effettivamente l’impresa non ha realizzato gli interventi». Ma anche qui, da una parte, ci sono i lavori non fatti, dall’altra i solleciti tardivi con inadempienze reciproche che – si legge – il perito ha rilevato in egual misura.
Eppure, a conti fatti, il peso economico delle responsabilità riscontrate è diverso, e per effetto della compensazioni chi è chiamato a sborsare milioni è il Comune.
Il concessionario, per effetto dell’arbitrato, continuerà a gestire le opere e avrà diritto a riscuotere i proventi di gestione.
Il collegio arbitrale ha diviso le opere collaudate con quelle non terminate o realizzate per le quali però il concessionario ha sostenuto una serie di costi.
Lo scioglimento del contratto dunque c’è stato, secondo il collegio arbitrale, per grave inadempimento del Comune. Tant’è che l’ente locale è stato condannato a pagare anche 90mila euro di spese di lite, che equivale al 70%, mentre l’altro 30% lo paga San Miniato Gestioni.
In sostanza, nel lodo si dice che il Comune di San Miniato ha l’obbligo di pagare 200mila euro all’anno come ipotizzato nella proposta di project financing che con la risoluzione del contratto nel 2015 è saltato.
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