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«Stop al nuovo liceo, recuperiamo il vecchio»

«Stop al nuovo liceo, recuperiamo il vecchio»

A San Miniato i cinque gruppi di minoranza chiedono di ripartire dal progetto di dieci anni fa

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SAN MINIATO. Chiedono un passo indietro di 10 anni le opposizioni di San Miniato. «Ripartire dal progetto originario» dicono, quello sottoscritto tra Provincia e Comune nel 2008, per riportare il liceo Marconi nella sede storica in via Catena. «L’unica soluzione sensata – affermano – dopo che le conclusioni sull’ipotesi Fontevivo hanno smontato la storia dei minori costi».

Da qui la richiesta di tornare a valutare il recupero del vecchio edificio, dicendo no all’acquisto dell’attuale sede di via Trento a La Scala, ma anche alla ricerca di questo o quel terreno.

È la posizione condivisa dai cinque gruppi di minoranza di San Miniato (Cinque Stelle, Immagina San Miniato, Articolo 1, Forza Italia e Gruppo misto) a pochi giorni dalla lettura delle conclusioni dello studio di fattibilità per la costruzione del nuovo liceo a Fontevivo. «Conclusioni rese note – sottolinea Laura Cavallini di Immagina San Miniato – solo grazie alla nostra interrogazione». Conclusioni che hanno di fatto bocciato l’area (a meno che non si voglia investire una cifra di quasi 25 milioni) per la presenza di una falda superficiale e di probabili resti archeologici. Da qui la richiesta di tornare al progetto originario: «Perché non vogliamo – dice Cavallini – che venga consumato suolo né che siano spesi altri soldi per edifici non idonei come successo all’interporto. L’ipotesi, invece, di costruire il liceo nei terreni individuati a Ponte a Egola e San Donato, presenterebbe gli stessi problemi emersi a Fontevivo. Dopo 10 anni di non risposte e improvvisazione, quindi, chiediamo di valutare il recupero del vecchio edificio».

Una possibilità che, secondo Alessandro Niccoli del Gruppo misto, sarebbe agevolata anche «da recenti modifiche normative che hanno ridotto l’indice di antisismicità per l’adeguamento di edifici scolastici. A questo punto chiediamo il rispetto dalla legge, perché quanto accaduto nel 2008 è stato un tradimento della storia e dei protocolli. L’immobile di via Catena può essere recuperato con pochi interventi e a costi contenuti».

«Anche nella peggiore delle ipotesi, qualora l’edifico andasse demolito – aggiunge Chiara Benvenuti dei Cinque Stelle – chiediamo che il liceo venga ricostruito lì, con un intervento che permetta la messa in sicurezza del versante, come è stato fatto per il Cencione. Anche alla luce del calo delle nascite, non ha senso costruire un nuovo edificio da 1000 studenti, quando il vecchio liceo ne ospitava già 600 fino a 10 anni fa».

«L’edificio era ed è recuperabilissimo – dice Carlo Corsi di Forza Italia – ma si sta cercando di demolirlo per cancellare le prove. Alla fine, dopo tutto quello che è successo, mi chiedo se la Procura non abbia mai pensato di aprire un fascicolo».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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