Il Tirreno

Pontedera

Ricettatore incastrato dal ticket della sosta

Ricettatore incastrato dal ticket della sosta

Il trentacinquenne è stato condannato in primo grado a due anni e sei mesi  La polizia municipale lo aveva denunciato alla magistratura nel 2013

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Lenta ma inesorabile, la giustizia arriva sempre come dimostra un caso che è avvenuto a Pontedera ma poi si è concluso, almeno per quanto riguarda la parte giudiziaria, in un’altra regione.

Nel giugno del 2013 viene rinvenuta nel parcheggio di piazza Berlinguer una Lancia Y oggetto di furto avvenuto due settimane prima a Lari. Dalle indagini effettuate all’interno della vettura viene rinvenuto un biglietto per la sosta di qualche giorno prima. Dalla visione delle immagini delle telecamere presenti nella piazza viene accertata la presenza di un uomo che scende dalla macchina ed effettua alcune operazioni nella parte posteriore del mezzo.

Le immagini, seppur non molto chiare, permettono con varie difficoltà di riconoscere l’automobilista identificandolo per un cittadino italiano, con precedenti – come spiega la polizia locale che ha svolto le indagini – residente in quel di Como, di fatto senza fissa dimora, di circa 35 anni.

L’uomo, nell’agosto dello stesso anno, si renderà autore di uno spettacolare inseguimento per sfuggire ai carabinieri, i quali dopo ben quaranta chilometri riusciranno a fermarlo, dopo che lo stesso, perdendo il controllo, finirà la corsa contro un muro e sarà arrestato per furto e detenzione di armi.

Un inseguimento come altri ne avvengono in provincia ma che hanno una conclusione diversa quando poi la vicenda approda in tribunale. Il cittadino pertanto viene denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria di Pisa per il reato di ricettazione.

La macchina della giustizia trasferisce il processo in quel di Como visto che risulta l’ultima dimora conosciuta.

Dopo vari rinvii il 9 maggio si celebra il processo che vede l’imputato non presente in aula, presente il personale della polizia locale di Pontedera che aveva svolto le indagini e che lo aveva denunciato. Al processo di primo grado (anche se sono già passati quasi cinque anni) l’imputato viene condannato a due anni e sei mesi 2 sei senza alcun beneficio, visti i suoi numerosi precedenti. Il giudice è stato inflessibile e ha applicato la legge, evitando sconti e scorciatoie che avrebbero potuto fare uscire l’imputato dal processo con una pena più mite.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera