Il presidio
Ciarrocchi nuovo direttore di Coldiretti
Sostituisce Aniello Ascolese. Laureato in agraria, è entrato nell’associazione negli anni Novanta
VOLTERRA. Il marchigiano Francesco Ciarrocchi è il nuovo direttore interprovinciale Pisa Livorno di Coldiretti. Una lunga esperienza, anche in Toscana, nella federazione di Lucca e Massa Carrara e successivamente a Grosseto, Olbia Tempio e Sassari, Ciarrocchi è dirigente di esperienza (è in Coldiretti dal ’94) e grandi competenze (una laurea in agraria). Ciarrocchi sostituisce Aniello Ascolese chiamato a guidare la federazione regionale di Campobasso.
Nato a Massignano, un piccolo paese di Ascoli Piceno, Ciarrocchi è un profondo conoscitore del sistema Coldiretti. Chiari gli obiettivi a partire dalla vicinanza, anche fisica, ai soci come ha sottolineato in occasione della presentazione al consiglio direttivo: «Stare vicino ai soci significa saper ascoltare – ha spiegato Ciarrocchi – capire le esigenze e camminare al loro fianco. E questo lo sappiamo fare molto bene. In questi anni Coldiretti è riuscita a vincere molte battaglie grazie a una politica sindacale incisiva nei confronti del governi che si sono succeduti. Penso alle battaglie per la trasparenza e la tracciabilità, alla semplificazione in ambito vitivinicolo fino al recente stop dell’Imu per i terreni agricoli dei pensionati. Ma penso anche ai risultati conseguito in termini di risparmio per le imprese agricole e zootecniche che valgono oltre un miliardo di euro tra esenzione Imu e Irap, aumento della percentuale di compensazione Iva su latte e carne e credito di imposta dal 10% al 20% per acquisto di nuovi beni strumentali nel triennio 2016/2019».
Ad accoglierlo in Camera di Commercio c’erano Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Pisa, e Walter Tamburini, presidente dell’ente camerale: «È il profilo giusto per il nostro territorio. Esperienza e competenza. Oggi – ha detto Filippi – continuiamo a vedere i frutti del lavoro della nostra attività sindacale che è il valore aggiunto della nostra agricoltura. Distintività, tracciabilità, etichettatura sono termini introdotti dalla nostra organizzazione nel vocabolario comune. Dobbiamo difendere le nostre produzioni da italian sounding e pirateria agroalimentare».
Secondo Tamburini «la sinergia tra Pisa e Livorno è strategica per la promozione e la valorizzazione dei prodotti agricoli. Sono sicuro che continueremo bene insieme».
Tra gli ambiti dove sarà posta grande attenzione quello della comunicazione: «L’agricoltura non conosce campanilismi. L’identità del nostro Made in Tuscany è unica. È mia intenzione migliorare la comunicazione nei confronti dei soci e dei consumatori – ha spiegato – utilizzando e sfruttando tutti i canali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
