Il Tirreno

Pontedera

Baby squillo, via al processo «Da noi nessuna prostituta»

di Stefano Taglione
Baby squillo, via al processo «Da noi nessuna prostituta»

Imputati per prostituzione minorile due fratelli di Castelfranco, soci del club Marilyn La ragazza aveva 17 anni. Paolo Martini: «Mai chiesto a lei di farsi toccare dai clienti»

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PISA. «Non le ho mai detto di “farsi toccare” dai clienti, come non l’ho mai detto a nessuna delle ragazze che hanno lavorato nel mio locale. Lei, peraltro, mi aveva garantito di avere 18 anni. Io mi ero tutelato chiedendole i documenti, ma non me li ha mai fatti vedere. Poi dopo 6-7 sere non l’ho più vista: è andata via».

È tranquillo e parla appena finita l’udienza nell’aula 2 del Tribunale di Pisa Paolo Martini. L’uomo, 49 anni, è l’imprenditore di Castelfranco di Sotto socio insieme al fratello Stefano (di 56) del club Marilyn, la struttura dissequestrata dalla magistratura, ma chiusa nel marzo scorso per ragioni economiche. Secondo l’accusa una giovane di 17 anni – soprannominata la “Principessa” – sarebbe stata indotta alla prostituzione. Per questo entrambi i soci dell’attività – difesi dagli avvocati Paolo Peretoli e Ginetta Daini Palesi il primo e Lorenzo Stefani e Anna Mallozzi il secondo – risultano imputati per prostituzione minorile (articolo 609 bis del codice penale) dopo un’indagine sulle cosiddette “baby squillo” partita da Firenze nel settembre scorso e che, con le stesse accuse, vedeva coinvolte due altre persone: Massimo Mannucci, 66enne di Casciana Terme Lari e titolare del night club Privè 230 e la sua collaboratrice Sara Calò, di 23. I legali di entrambi, però, hanno optato per riti alternativi come l’abbreviato e il patteggiamento, motivo per il quale non figurano nel processo entrano nel vivo ieri dove i due imputati sono solo i fratelli di Castelfranco di Sotto.

I fatti contestati si riferiscono al periodo settembre-ottobre 2016. «La frase incriminata sarebbe “Se ti toccano non protestare”, ma io non l’ho mai pronunciata – si difende Martini – e cinque ragazze che hanno lavorato con me verranno a testimoniare spiegando che non ho mai detto certe cose». Intanto nell’udienza di ieri mattina le parti hanno concordato il calendario dibattimentale con cui procedere. Il 9 luglio ci sarà la seconda udienza in cui verrà nominato il perito che avrà il compito di trascrivere le intercettazioni, mentre nei mesi successivi (fino al primo aprile del 2019) verranno ascoltati gli imputati e i testimoni chiave dell’inchiesta, fra cui la stessa ragazza (oggi maggiorenne), sua madre e gli agenti della polizia giudiziaria che hanno portato avanti le indagini. I testimoni, in totale, saranno 21. La ragazza, attraverso i suoi legali, si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato modenese Francesco Miraglia, ieri sostituito da Francesco Esposito Ziello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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