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La burocrazia rallenta la messa in sicurezza della cabina elettrica
Rimpallo di responsabilità nella gestione del manufatto nelle mani della Regione ma abbandonato da decenni
ZAMBRA. L’incidente stradale avvenuto il 9 aprile a Zambra in via Profeti sta creando non pochi problemi al paese e al campo sportivo. Lo scontro tra un’auto e una vecchia cabina di trasformazione elettrica ha causato un dissesto statico che rischia di fare franare al cabina da un momento all’altro. E i vigili del fuoco hanno chiesto al Comune di mantenere interdetto il traffico pedonale e veicolare in questo tratto di strada almeno fino a quanto la cabina non sarà messa in sicurezza. Risultato? I tempi saranno necessariamente lunghi, così come complesso – visto che l’immobile era stato dimenticato in uno stato precario da molti anni – sarà arrivare a mettere in sicurezza la cabina. La vettura quando è finita fuori strada ha creato un’ampia breccia muraria alla base dell’edificio che è alto circa 10 metri ed è realizzato in mattoni pieni. Se dovesse cadere giù, è chiaro che potrebbe essere causa di ulteriori problemi. I residenti chiedono al Comune di fare presto per riaprire la strada.
La cabina non è di Enel, come ha spiegato l’azienda stessa. E non è nemmeno del demanio, come era risultato dai primi accertamenti. Il Comune ha infatti inizialmente notificato un’ordinanza all’agenzia del Demanio, direzione regionale Toscana e Umbria. Ma quest’ultima ha respinto la richiesta di messa in sicurezza al mittente. L’edificio, ignorato da decenni e che era già in condizioni precarie, fa parte dei beni demaniali delegati nella gestione alla Regione Toscana (che ha competenza in maniera di demanio idrico e la cabina si trova vicino all’Arno). E così mentre è iniziato il solito scaricabarile è passato un mese per capire a chi doveva essere notificata l’ordinanza comunale in cui si chiede alla proprietà dell’edificio di metterlo in sicurezza quanto prima.
È infatti dell’8 maggio una ordinanza a firma della sindaca e notificata alla Regione Toscana, genio civile direzione difesa del suolo e difesa civile Valdarno inferiore e costa, di mettere in sicurezza quanto prima la cabina elettrica che è stata danneggiata nell’incidente su cui peraltro potrà essere attivato il risarcimento dei danni chiedendoli alla compagnia assicurativa della vettura che ha causato il problema. Se la Regione dovesse fare orecchie da mercante, il Comune si troverà nella condizione di applicare una sanzione amministrativa pecuniaria alla proprietà dell’immobile e poi potrà procedere all’esecuzione dei lavori rimettendo le spese a chi avrebbe il compito di realizzarli.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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