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Violenza sessuale, assolto il finanziere

Violenza sessuale, assolto il finanziere

«Non palpeggiò la ragazzina». L’imputato era finito a giudizio dopo la denuncia della scuola

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PONTEDERA. Sono da poco passate le cinque e mezzo di un pomeriggio assolato quando in Tribunale per un finanziere di 46 anni l’incubo svanisce alla lettura della sentenza con cui viene assolto perché il fatto non sussiste.

La più ampia delle formule per dire che lui, l’imputato, non è colpevole del reato di violenza sessuale, anche se nella fattispecie più lieve, nei confronti di una sedicenne, sua vicina di casa. Sette mesi sotto processo per il 46enne (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa) che ieri pomeriggio ha chiuso il fronte giudiziario con una sentenza di assoluzione chiesta anche dal pm Flavia Alemi e condivisa dal collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco).

Nel corso del dibattimento non è stata raggiunta la prova che il finanziere avesse per almeno tre volte abbracciato in parrocchia in modo lascivo la minorenne per poi palpeggiarle i glutei. Una tesi contro la quale si sono impegnati per far emergere contraddizioni e pezzi slegati nel racconto dell’accusatrice, i legali dell’imputato, gli avvocati Carlo Di Bugno e Francesco Guastapaglia. Con la cautela dovuta a un minore, i difensori avevano sottolineato certe difficoltà relazionali della studentessa non solo verso gli adulti, ma anche tra compagne.

«Io non ho mai palpeggiato nessuno. La ragazza la salutavo con baci e abbracci, visto che da quando mi sono trasferito la vedevo spesso, soprattutto nei giardinetti pubblici, ma anche a casa considerato che veniva a trovare mia figlia. Non capisco come il mio atteggiamento possa essere stato frainteso, dal momento che ho sempre mantenuto le distanze. Per me tutto questo è stato un fulmine a ciel sereno» aveva detto in aula davanti a giudici e pm il finanziere.

Tutto era nato dalle confidenze fatte a scuola dalla sedicenne, iscritta in un istituto pisano e residente in provincia. Siamo nel 2016. Il contesto era quello parrocchiale: le lezioni di catechismo, frequentate sia dalla ragazza che dalla figlia del militare.

Il parroco in aula aveva confermato l’espansività nel modo di salute del finanziere. «Sì, saluta così – aveva detto ai giudici– baciando le persone». Il prete, rispondendo alle domande, aveva anche precisato che la ragazza non gli aveva mai chiesto di cambiare gli orari dei seminari, in modo da non incrociare più neanche per caso il finanziere.

Pietro Barghigiani

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