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L’ex maestra non smette di scrivere

L’ex maestra non smette di scrivere

La passione di Renata Salvini abitante da sempre a Peccioli

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PECCIOLI. «Nell’aria di novembre si riverberava ancora l’eco dei 12 rintocchi del maestoso campanile. Era iniziato un altro giorno, anche se ancora la notte incombeva. Da una viuzza laterale sbucò nella piazza una giovane donna visibilmente agitata, come se una forza interiore la spingesse a scappare. In quel momento dal corso si intravide il bagliore dei fari di un’auto, che stava sopraggiungendo. La scultura degli uccelli, in altri momenti simbolo di libertà o di chi vuole spiccare il volo verso altri lidi, sembrava ora una lugubre presenza, presagio di sventura. Ma offrì un sicuro riparo a chi stava fuggendo dal male. Un anziano passante frettoloso, poteva essere suo nonno, la intravide e lei, come presa da un raptus, gli si buttò tra le braccia tremando. Egli la convinse a seguirlo. Poco lontano c’era la sua casa; aprì la porta e chiamò: Maria, alzati! Vieni subito! Intanto Mariù, così si chiamava la ragazza, si era seduta in punta a una sedia. Maria, in camicia da notte, esclamò: O mio Dio, che ti è capitato, poverina ?».

È l’inizio di “Scarpette rosse” scritto da Renata Salvini di Peccioli per partecipare al concorso “Parole guardate”, organizzato dalla Fondazione Peccioliper in collaborazione con Il Tirreno.

«Ho quasi 70 anni e da altrettanti abito a Peccioli. Qui sono cresciuta in piazza del Carmine; ho studiato alla scuola elementare e poi alla media in via Carraia. Poi 4 anni a Pisa all’istituto magistrale Carducci.

Ho sposato nel ’69 l’uomo della mia vita, un compagno che da quasi 50 anni mi sopporta e mi supporta. Ho insegnato per 40 anni alle elementari dove ho avuto la fortuna di incontrare colleghi generosi e tanti bambini che mi hanno dato più di quello che io sono riuscita a trasmettere loro.

Ho partecipato ad alcuni concorsi letterari con Il Tirreno e con il Bargagna. Ora sono una pensionata come tante altre, felice dei miei tre nipoti, che sono la luce dei miei occhi.Amo la lettura, la scrittura per diletto, il ballo e la vita, della quale non voglio sprecare nemmeno un attimo, perché mi ha insegnato che è un peccato e che i giorni che ho davanti certamente sono molto meno di quanto speri.



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