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Campo di calcio da sistemare, la gestione fa acqua

Campo di calcio da sistemare, la gestione fa acqua

Il Comune ha affidato l’impianto sportivo di via Fosso Vecchio al Cascina calcio, ma la manutenzione lascia a desiderare

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CASCINA. Si respira un clima pesante nell’Asd Cascina in vista dell’inizio del memorial “Pietro Martinelli”, una manifestazione che richiama i “Giovanissimi” delle varie società sportive di tutta Italia. La società del Cascina è in grande difficoltà anche se si è impegnata con il Comune nella gestione del campo sportivo. In particolar modo preoccupano le condizioni del terreno di gioco.

Il campo è piuttosto malandato e gira voce che molte squadre abbiano già rifiutato l’invito per la partecipazione al torneo. «Il campo non si trova in buone condizioni – ammette il direttore generale del Cascina, Valerio Sisti – ma mi risulta che qualche squadra abbia rifiutato l’invito di partecipazione». Le carenze della gestione dell’impianto sportivo sembrano esser ben note pure alla società che dovrebbe occuparsene. «Durante tutto l’anno, insieme agli sponsor, mi sono adoperato per migliorare significativamente le varie problematiche che ci sono nel centro sportivo. Sono consapevole che c’è ancora tanto da fare ma quando sono arrivato la situazione era ben peggiore: non c’era un sistema di irrigazione idoneo, gli spogliatoi erano lasciati al più completo degrado e nel campo sussidiario mancava l’impianto luci».

Un degrado che secondo Sisti poteva essere superato con l’aiuto del comune. «Ci sono state fatte delle promesse che purtroppo sono risultate essere parole al vento. Sono molto deluso dal comportamento tenuto dalla giunta comunale ed è per questo motivo che posso annunciare le mie dimissioni. Vorrei infatti ricordare che la squadra domenica ha mantenuto la categoria ma al momento non ritengo che ci siano le condizioni per poter programmare la prossima stagione: abbiamo fatto i salti mortali per finire il campionato senza alcun debito. Naturalmente l’attuale situazione non è colpa del Comune, ma avrei voluto un aiuto maggiore». Le dimissioni del dg cascinese sembrano però non essere irrevocabili. «Se di qui al 30 giugno la giunta farà passi concreti verso la società allora il sottoscritto sarà pronto a impegnarsi in prima persona per dare il via libera ai lavori di bonifica del terreno di gioco», dice. Eppure le società quando partecipano a un bando si assumo l’onere della gestione degli impianti sportivi. L’impressione è che nonostante una possibile discesa ai playout sventata all’ultimo secondo, la tensione in quel di Cascina sia a livelli molto alti. L’auspicio è che si riesca a ritornare ai fasti di un tempo quando i nerazzurri militavano nelle sfere più alte della Serie D e i vari tesserati potevano contare su un campo di gioco consono al proprio valore.

Dario Pellegrini

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