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Certamen da record con 301 studenti toscani
Cinque ore per le prove di latino e greco all’istituto XXV Aprile di Pontedera Manifestazione riservata a ragazzi di classico, scientifico e scienze umane
PONTEDERA . Alea iacta est, il dado è tratto, anche per il Certamen “In Ponticulo Herae”. La trentaseiesima edizione del celebre concorso di traduzione da latino e greco per gli studenti dei licei della Toscana, organizzata dall’associazione italiana di cultura classica in collaborazione con la Fondazione Piaggio, ha concluso ieri la fase più laboriosa. Trecentouno studenti provenienti dagli istituti di tutta la regione si sono dati appuntamento al liceo XXV Aprile per sostenere la prova, accompagnati da una folta schiera di genitori giunti a dar loro coraggio.
«Un’edizione da record – commenta la presidente del consiglio direttivo Laura Marconcini – Mai i partecipanti erano stati così tanti. A Pontedera sono arrivati studenti da tutte le province della regione e persino dalle isole». Il concorso, per la traduzione di latino, è dedicato a tutti gli studenti del secondo anno di liceo scientifico, classico e delle scienze umane. Per il greco, invece, partecipano i ragazzi più grandi, giunti al quinto anno del liceo classico. Una prova da oltre 5 ore, dalle 9 alle 14, per tradurre alcuni passi delle tradizioni latina e greca.
I ragazzi del classico, per la prova di latino, si sono dovuti cimentare su una lettera di Cicerone, un’esortazione a non farsi vincere dai periodi difficili, segnati dagli aspri contrasti politici dell’epoca, evitando di rifugiarsi in uno studio inteso come fuga dalla realtà. Gli studenti dello scientifico si sono invece misurati con un testo attribuito allo storico romano Tito Livio, in cui il politico e militare romano Marco Furio Camillo, che aveva conosciuto in vita tanto la gloria come l’onta dell’esilio, dopo una rovinosa sconfitta esorta il suo popolo a non disperare e abbandonare le tentazioni di fuggire lontano, in altre città, ma invece a impegnarsi nel fare qualcosa per la terra d’origine.
Per gli studenti del liceo delle scienze umane, invece, una sorta di descrizione delle terre dell’Umbria attribuita a Plinio. Un panegirico di Isocrate dedicato ad Atene e della sua civiltà ha invece dato da fare, in greco, agli studenti della quinta liceo.
«Non una materia inutile o futile, come qualcuno cerca di far passare. Ma un aspetto fondamentale per la formazione dei ragazzi – spiega Marconcini. – I latini erano portatori di uno spirito fortemente pratico, che si esprimeva a livello militare, nella grandezza del loro apparato burocratico e nella grande invenzione del diritto. Al tempo stesso non c’è un popolo o una situazione nella quale si sono trovati in cui abbiano dato prova di umiltà nella capacità di imparare dalle realtà con cui venivano in contatto».
Oltre 27 i premi da 500 ai 100 euro. La premiazione nell’auditorium del Museo Piaggio martedì 22 maggio dalle 11.
Nilo Di Modica
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