Il presidio
«Stupiti da LeU su riforma sanitaria»
«La Società della salute continui a gestire i servizi finora erogati»
SAN MINIATO. Il percorso della riforma sanitaria regionale, approvata a dicembre del 2015, ha visto un lungo e partecipato iter nei consigli comunali, spesso presentata direttamente dal Governatore Enrico Rossi, oggi esponente di spicco di Leu. La ridefinizione degli ambiti territoriali è strettamente collegata e voluta dalla sopracitata legge sanitaria regionale che prevedeva un’unica zona distretto dei 15 comuni del Valdarno e dell’Empolese Valdelsa, andando a ricostruire una continuità geografica uguale a quella della ex Asl 11. È per questo motivo che sono stati presentati nei consigli comunali, preceduti da commissioni consiliari, il progetto di fusione e la bozza dello statuto e della convenzione della futura Società della salute dell’Empolese Valdarno Valdelsa.
«In questo primo passaggio istituzionale è curioso come gli esponenti di Leu – commenta il Partito democratico comprensorio del Cuoio – si siano espressi in maniera difforme all’interno dei consigli comunali dei quattro comuni. E ci pare pretestuoso voler fare dei distinguo sui documenti approvati: tutti i comuni si sono espressi solo e soltanto sul progetto di fusione».
Quello che stupisce il Pd è che a «una parziale conoscenza delle attività della Società della salute, ovvero le politiche socio-assistenziali e socio-sanitarie, invece di provare a capire e a cogliere la sfida della riorganizzazione che ci chiede la Regione, si cercano elementi, che se pur da migliorare come i costi dei ticket o la concorrenza con la sanità privata, nulla hanno a che vedere con le competenze e i servizi che svolge la società della salute sul territorio».
E stupisce ancora di più è l’idea che «si vuol far passare del disimpegno di sindaci e Comuni nei confronti di una materia così delicata. La sfida è quella di continuare a gestire come Società della salute tutti i servizi finora erogati, e costruire un soggetto più forte e professionalmente preparato ad allargare le proprie competenze e raggio di azione, puntando anche a gestire servizi che erano di tipica competenza sanitaria».
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