Il Tirreno

Pontedera

Coinvolto anche nell’indagine “Principessa” 

Il circolo era un night e il titolare va in carcere

Il circolo era un night e il titolare va in carcere

PONSACCO. Primi due patteggiamenti e un successivo arresto conseguenti all’operazione chiamata "Principessa", un’indagine dei carabinieri che riguardava un giro di prostituzione minorile in Valdera,...

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PONSACCO. Primi due patteggiamenti e un successivo arresto conseguenti all’operazione chiamata "Principessa", un’indagine dei carabinieri che riguardava un giro di prostituzione minorile in Valdera, e che si era conclusa con l’arresto di quattro persone e altri due indagati, tutti accusati di sfruttamento della prostituzione. Dopo la chiusura delle indagini Massimo Mannucci ha patteggiato una pena di 2 anni, 8 mesi e 20 giorni di reclusione, da scontare ai domiciliari. Ma per il titolare del “Club Privé 230” di Casciana Terme Lari si sono aperte le porte del carcere Don Bosco in seguito ad un’altra vicenda in cui era rimasto coinvolto nel 2010 a Navacchio di Cascina. I carabinieri hanno arrestato il 67enne su ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Pisa. L’uomo era già agli arresti domiciliari per la misura eseguita a settembre 2017 dalla compagnia dei carabinieri di Pontedera, nell’ambito dell’operazione “Principessa”. Ora deve scontare una precedente condanna passata in giudicato e di conseguenza per lui c’è stato un aggravamento della misura cautelare. Del resto Mannucci, che è piuttosto noto nel mondo dei night e dei locali per incontri, era già finito nei guai per il reato di “apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo e trattenimento”, commesso a nel 2010. All’epoca, infatti, aprì un circolo privato che, ad esito di un controllo svolto dalle forze di polizia (carabinieri e polizia) nella notte del 13 dicembre 2010, fu scoperto essere un vero e proprio “night club”. Il tribunale ha ora emesso l’ordine di carcerazione per l’espiazione della pena residua di 2 mesi. Anche la sua collaboratrice, Sara Calò di Santa Maria a Monte, ha chiuso questa storia patteggiando la pena (sospesa) di due anni.

Diversa la posizione dei fratelli di Castelfranco di Sotto coinvolti nella stessa inchiesta e che saranno processati, in tribunale a Firenze, con rito ordinario. La prima udienza è prevista per l11 maggio. Si tratta di Paolo Martini, 48 anni, titolare del Club Marylin di Castelfranco di Sotto finito ai domiciliari, a settembre 2017. Venne invece sottosposto all’obbligo di dimora suo fratello e socio Stefano. Entrambi i locali vennero sequestrati e restano chiusi. L’inchiesta era partita dll’ipotesi che una ragazza di 17 anni venisse fatta prostituire da qualcuno che guadagnava sulle sue prestazioni. Lei come altre ragazze venivano reclutate sui social network e fatte prostituire in case di appuntamento dove con un tariffario ben determinato.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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