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In tribunale l’udienza sul caso Ristori
Davanti al giudice del lavoro comincia il procedimento per il licenziamento di venti lavoratori
PONTEDERA. È il giorno dell’udienza davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Pisa, Franco Piragine, sul caso dei licenziamenti alle Officine Ristori. Oggi alle 12 si comincerà a parlare delle circa venti cause di lavoro riunite in un unico procedimento per un appuntamento a cui guarda l’intero mondo sindacale.
Quarantaquattro gli operai mandati a casa dall’azienda dell’indotto Piaggio nel periodo di Natale 2016. La metà dei lavoratori ha impugnato il licenziamento per errori nella procedura. Gli operai rimasti senza impiego, infatti, erano stati iscritti alle liste di mobilità senza sborsare un euro per ciascun licenziato, mentre invece doveva essere seguito l’iter della Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi), pagando 1.500 euro per ogni ex dipendente in caso di accordo sindacale o 4.000 senza l’intesa coi rappresentanti dei lavoratori.
Le cause sono seguite dai legati di Uilm Uil, Laura Deri, e della Fiom Cgil Elisa Giraudo) e potrebbero comportare problemi per l’azienda di Montecalvoli che, tra l’altro, sta attraversando anche un buon momento con ordinativi che arrivano da Piaggio e da altre realtà produttive del settore automotive, sia italiano che straniero.
Dopo il maxi licenziamento, nell’impresa rimasero a lavorare circa settanta persone. Ma se il procedimento di fronte al giudice del lavoro dovesse dare ragione a sindacati e agli ex dipendenti che hanno impugnato il licenziamento, il conto da pagare per la proprietà di Officine Ristori potrebbe anche essere salato.
In ballo c’è la legittimità o meno di licenziamenti che, all’epoca, crearono molte polemiche, aprendo una ferita sociale in Valdera che non è ancora stata risanata. Ma all’orizzonte, ci potrebbero essere anche essere il pagamento di centinaia di migliaia di euro. Oltre al denaro da versare allo Stato per l’ingresso dei lavoratori nella Naspi, ci sarebbero anche le mensilità da corrispondere nel caso venisse stabilito dal Tribunale che i licenziamenti sono stati illegittimi, da 12 a 24 mesi di stipendi.
Oggi la prima udienza a Pisa che potrebbe già lasciare intravedere l’esito del procedimento. (a.q.)
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