Il presidio
Scoprire la scrittura creativa
La pontederese Beatrice Guiggi è l’autrice del racconto “Rip”
PONTEDERA. «Il ristorante RIP aveva iniziato ad essere un caso già prima della sua apertura. Tutti a Pontedera si erano infatti chiesti il significato di quello strano nome che richiamava il Requiescat in pace delle tombe del cimitero. Anche la proprietaria, una tedesca di nome Helga, aveva fatto parlare di sé sin dal suo arrivo in città: si vociferava che fosse una fattucchiera ma, come sul nome del ristorante, anche su di lei nessuno riuscì a scoprire più delle chiacchiere di strada».
Quella che avete appena letto è la parte iniziale del racconto “Rip” che Beatrice Guiggi, di Pontedera, ha presentato al concorso “Parole guardate”, promosso dalla Fondazione Peccioliper con Il Tirreno.
«Da quando ho imparato a scrivere – racconta Guiggi – ho sempre tenuto la penna in mano, ma l’ho fatto prettamente per doveri scolastici o professionali oppure per scritti privati e personali. Da qualche tempo invece mi sono avvicinata ad un nuovo stile narrativo: la scrittura creativa. È stata una scoperta sorprendente: non immaginavo che avrei trovato tanto piacere nel dare vita a personaggi e a situazioni nuove. Narrare mi ha offerto la possibilità di far esplodere la fantasia; ha permesso alla mia mente di seguire gli itinerari dell’inconscio, di vagare a proprio piacimento inseguendo situazioni immaginarie e spaziare senza controllo, esplorando mondi dell’Io finora rimasti nascosti. Il mio approccio alla scrittura creativa è stato del tutto casuale, stimolato da motivi intimi e personali e per puro scopo ludico, senza velleità divulgative e ambizioni di diventare una best seller. È la prima volta che rendo pubblico un mio scritto e che partecipo ad un concorso… e lo faccio in punta di piedi! » .
«Ho ambientato il racconto a Pontedera, città che mi ha visto nascere e crescere – continua Guiggi – che mi ha visto andare via per qualche tempo e che ha avuto la pazienza di aspettare che ritornassi carica di esperienze, ricordi, incontri e con una lunga lista di nomi, indirizzi e numeri di telefono. Pontedera è la mia città, quella a cui sono affezionata, che non cambierei con nessun’altra, che mi piace, con i suoi aspetti belli e con i suoi aspetti meno belli. Una città dinamica e, al tempo stesso, sorniona».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
