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La maestra amante dei gialli

La maestra amante dei gialli

“Parole guardate”: Sabatini propone il racconto “All’inizio la fine” 

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PECCIOLI. «L’auto sbandò e andò a sbattere nel basso muretto che costeggiava il Santuario, le statue lignee sull’altare ebbero un sussulto. La giovane ragazza bionda reclinò il capo sul volante della rossa Fiat 500. Nessuno aveva sentito il colpo di fucile. All’una di notte di un freddissimo 15 febbraio, nel piccolo borgo di Ghizzano tutti stavano dormendo con le porte e le finestre ben serrate per impedire al freddo di entrare. Tutti meno uno».

È questo l’incipit del racconto “All’inizio la fine” presentato da Carla Sabatini al concorso “Parole guardate” organizzato dalla Fondazione Peccioliper in collaborazione con Il Tirreno.

«Abito a Ghizzano – dice Sabatini –, sono una maestra di scuola primaria e ritengo di essere molto fortunata perché faccio un lavoro che mi piace, che richiede tanta energia ma che dà anche tante soddisfazioni. Leggere è da sempre la mia più grande passione. A sei anni leggevo il giornale con mio nonno, qualche anno dopo ho iniziato a leggere i gialli di Carolina Invernizio che vedevo leggere a mia nonna. Da allora ho letto un po’ di tutto, ma i generi che mi hanno sempre appassionato sono il giallo e il thriller. Agatha Christie, Patricia Cornwell, Donato Carrisi, Wulf Dorn, Sebastian Fitzek e ultimamente Maurizio De Giovanni sono alcuni dei miei autori preferiti».

«Anche il teatro – prosegue Sabatini – è sempre stato una delle mie passioni. Alcuni anni fa ho lavorato nel carcere di Volterra come insegnante e insieme ad altri colleghi e ad alcuni detenuti ho fatto parte di un gruppo teatrale che ha messo in scena a fine anno copioni come La Bisbetica Domata, La Tempesta di Shakespeare e Il Malato Immaginario di Molière. Dal 2012 faccio parte di una compagnia teatrale amatoriale nata a Ghizzano che si diverte a recitare copioni in vernacolo a scopo benefico. Quest’anno ho partecipato al laboratorio di scrittura creativa e ciò mi ha dato il coraggio, che non avevo mai avuto, di cimentarmi nella scrittura e anche di divertirmi nel farlo. Ho scoperto che quando scrivo mi succede la stessa cosa che mi accade quando leggo: vengo avvolta dalla storia, non sono più a casa mia davanti a un computer o con in mano un libro, ma sono lì in mezzo ai protagonisti».



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