Il Tirreno

Pontedera

Società della salute, i sindaci promuovono la fusione

Società della salute, i sindaci promuovono la fusione

Il progetto «potrà contare su risorse aggiuntive garantite per cinque anni e ci sarà un direttore unico già forte di una lunga esperienza nel Valdarno»

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Alla vigilia della presentazione nei consigli comunali del progetto di fusione che darà vita alla nuova Società della Salute Empolese/Valdarno i sindaci del Comprensorio (San Miniato, Santa Croce, Castelfranco di Sotto e Montopoli) hanno elaborato alcune riflessioni.

«La riforma sanitaria regionale ha visto l’istituzione e la suddivisione del territorio toscano in tre aree vaste e in tre aziende sanitarie – dicono –; di conseguenza la zona del Valdarno Inferiore è stata interessata dalla revisione degli ambiti territoriali, andando a creare un’unica zona distretto con i Comuni dell’Empolese Valdelsa e dando vita ad una zona che ricalca di fatto il territorio dell’ex Asl 11. I quattro Comuni della Società della Salute Valdarno Inferiore, ente incorporante nella nuova Sds, hanno maturato un’esperienza oramai decennale, prima come ufficio comune e poi come consorzio, nell’ambito della gestione dei servizi sociali associati. Hanno svolto in tal modo il ruolo di progettazione e programmazione, accanto a quello di erogazione dei servizi. Questa esperienza ci ha portato a considerare positivamente anche l’idea di attuare un accorpamento più ampio, con l’intenzione di costruire un progetto e un cammino comune senza prescindere dalla nostra storia e dalla nostra realtà».

Di fatto la collaborazione tra le due Sds non nasce oggi, ma ha già dato vita a progetti comuni in numerosi ambiti: il centro affidi, la gestione del servizio emergenza urgenza sociale, la gestione dei fondi europei per inclusione sociale e lotta alla povertà.

«Gli obiettivi di questo progetto di fusione sono ambiziosi ma concreti – precisano i sindaci –: mantenere in ogni comune l’erogazione dei servizi e i presidi socio/sanitari, uniformare le procedure e le modalità di accesso ai servizi, facilitare l’accesso a fondi europei e a bandi regionali e nazionali, potendo contare su una popolazione di riferimento più ampia e di una migliore organizzazione, formare figure professionali specializzate che possano operare su due aree. Fondamentale sarà il coinvolgimento e il ruolo del terzo settore e delle formazioni sociali nel processo di fusione. Il progetto inoltre potrà contare su risorse aggiuntive regionali garantite per cinque anni che andranno ad incrementare i bilanci, per altro in salute, delle due Sds interessate alla fusione e anche sotto il profilo delle figure professionali potremo contare su un direttore unico (Franco Doni, ndr) completamente dedicato e già forte di una lunga esperienza nella gestione della Società della Salute del Valdarno Inferiore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web