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Società della salute, i sindaci promuovono la fusione
Il progetto «potrà contare su risorse aggiuntive garantite per cinque anni e ci sarà un direttore unico già forte di una lunga esperienza nel Valdarno»
SAN MINIATO. Alla vigilia della presentazione nei consigli comunali del progetto di fusione che darà vita alla nuova Società della Salute Empolese/Valdarno i sindaci del Comprensorio (San Miniato, Santa Croce, Castelfranco di Sotto e Montopoli) hanno elaborato alcune riflessioni.
«La riforma sanitaria regionale ha visto l’istituzione e la suddivisione del territorio toscano in tre aree vaste e in tre aziende sanitarie – dicono –; di conseguenza la zona del Valdarno Inferiore è stata interessata dalla revisione degli ambiti territoriali, andando a creare un’unica zona distretto con i Comuni dell’Empolese Valdelsa e dando vita ad una zona che ricalca di fatto il territorio dell’ex Asl 11. I quattro Comuni della Società della Salute Valdarno Inferiore, ente incorporante nella nuova Sds, hanno maturato un’esperienza oramai decennale, prima come ufficio comune e poi come consorzio, nell’ambito della gestione dei servizi sociali associati. Hanno svolto in tal modo il ruolo di progettazione e programmazione, accanto a quello di erogazione dei servizi. Questa esperienza ci ha portato a considerare positivamente anche l’idea di attuare un accorpamento più ampio, con l’intenzione di costruire un progetto e un cammino comune senza prescindere dalla nostra storia e dalla nostra realtà».
Di fatto la collaborazione tra le due Sds non nasce oggi, ma ha già dato vita a progetti comuni in numerosi ambiti: il centro affidi, la gestione del servizio emergenza urgenza sociale, la gestione dei fondi europei per inclusione sociale e lotta alla povertà.
«Gli obiettivi di questo progetto di fusione sono ambiziosi ma concreti – precisano i sindaci –: mantenere in ogni comune l’erogazione dei servizi e i presidi socio/sanitari, uniformare le procedure e le modalità di accesso ai servizi, facilitare l’accesso a fondi europei e a bandi regionali e nazionali, potendo contare su una popolazione di riferimento più ampia e di una migliore organizzazione, formare figure professionali specializzate che possano operare su due aree. Fondamentale sarà il coinvolgimento e il ruolo del terzo settore e delle formazioni sociali nel processo di fusione. Il progetto inoltre potrà contare su risorse aggiuntive regionali garantite per cinque anni che andranno ad incrementare i bilanci, per altro in salute, delle due Sds interessate alla fusione e anche sotto il profilo delle figure professionali potremo contare su un direttore unico (Franco Doni, ndr) completamente dedicato e già forte di una lunga esperienza nella gestione della Società della Salute del Valdarno Inferiore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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