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Caos comitato-sindaco sul forno crematorio

Caos comitato-sindaco sul forno crematorio

Alla riunione sui servizi cimiteriali frattura tra oppositori del progetto e giunta I partecipanti all’incontro divisi in due sale per discutere sui possibili scenari

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LAVAIANO. Alla fine è scoppiato il percorso partecipativo sul sistema cimiteriale, creato dopo le polemiche sulla volontà dell’amministrazione comunale di Casciana Terme Lari di realizzare un forno crematorio a Lavaiano. Nella riunione dell’altra sera nell’aula magna della scuola di Perignano, i partecipanti si sono divisi.

Da una parte le persone che compongono il Comitato No Forno, dall’altra quelli che “seguono” il percorso organizzato dal Comune, con la mediazione della società Sociolab. Ma non è stata una frattura lieve, viste le urla e lo scontro che si è acceso fin da subito tra quelli del comitato, che volevano porre domande precise al sindaco, Mirko Terreni, e agli altri membri di giunta e maggioranza presenti, rispetto ad alcune questioni non ancora chiarite rispetto alla costruzione del forno crematorio e la gestione dei cimiteri nel comune.

Riassumendo, la riunione di ieri era stata convocata per dividere gli intervenuti in gruppo di lavoro, in cui analizzare i vari scenari creati nel percorso partecipativo, e inserita nella guida redatta per la gestione dei servizi cimiteriali. Ma quando la maggior parte della platea ha chiesto di poter parlare di aspetti che non erano ancora stati affrontati è scoppiato il caos. «Questa non dev’essere un’assemblea, ma dobbiamo dividerci in tavoli di lavoro», ha detto il sindaco, supportato dai rappresentanti di Sociolab. «Vi stiamo ascoltando da mesi, ora dovete sentire cosa abbiamo da dire», è stata la risposta di tante persone appartenenti al comitato. Battibecchi tra esponenti dell’amministrazione e oppositori del progetto che, secondo la giunta, dovrebbe servire a riequilibrare il conto economico della gestione dei cimiteri che, finora, registra una grossa perdita ogni anno. Confronti accesi tra cittadini favorevoli a discutere secondo “le regole” di Comune e Sociolab” e abitanti di Lavaiano e zone limitrofe che sono contrari a un’operazione che, secondo loro, sarebbe antieconomica, ma soprattutto porterebbe all’aumento dell’inquinamento in un territorio già sotto pressione dal punto di vista ambientale.

Alla fine, poco più di venti persone presenti sono andate nella stanza dov’erano stati allestiti i tavoli di lavoro per analizzare i vari scenari. Gli altri cinquanta (praticamente tutti quelli del comitato presenti) sono rimasti nell’aula magna per fare altrettanto. Una discussione che, alla fine, dovrebbe servire all’amministrazione comunale per valutare i pro e i contro al momento della scelta definitiva.

Già, perché al di là delle divisioni il lavoro svolto nelle due sale dovrebbe servire a comprendere meglio il da farsi rispetto a una decisione molto importante per il territorio. Moltissime le critiche mosse da quelli del comitato. Dalla gestione economica dei servizi cimiteriali portata avanti dall’amministrazione comunale al valore degli immobili nella zona dove verrebbe realizzato il forno crematorio che, secondo i cittadini, calerebbe drasticamente. (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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