I medici di base si offrono per gestire i servizi sanitari
Proposta ad Asl e Società della salute per pediatria e ambulatori Il dottor Fidanzi: il rischio è che nel nostro territorio cali l’assistenza
VOLTERRA. «I problemi della sanità della Valdicecina li risolviamo noi. Basta avere il budget giusto». Quella di Paolo Fidanzi, una sorta di portavoce dei medici di base volterrani che nelle ultime settimane hanno discusso a lungo con l’amministrazione comunale per la chiusura degli ambulatori di via Roma, è una proposta ad Asl e Società della salute per la gestione dei servizi territoriali. Ma parte da un presupposto. «Dopo l’unificazione tra le Società della salute della Valdera e della Valdicecina, temiamo che il nostro territorio venga impoverito ulteriormente – dice Fidanzi – Noi abbiamo il polso della situazione rispetto ai bisogni dei pazienti e crediamo di avere le soluzioni ai problemi».
Uno di questi è l’assistenza pediatrica, di cui si discute da mesi con un gruppo di mamme che sta lottando con Regione e Asl per ampliare sia il numero dei medici che le ore di apertura del reparto di pediatria all’ospedale di Volterra.
«Potremmo sopperire alle mancanze di personale con un ambulatorio alla Casa della salute – spiega il medico di base – Magari trovando un dottore che, a pagamento, presti servizio a Volterra». Oppure, un altro elemento inserito nel piano dei colleghi di Fidanzi riguarda proprio gli ambulatori di via Roma. «È trascorso oltre un mese dall’incontro a cui ho partecipato a Pisa con i vertici dell’Asl e il sindaco di Volterra, Marco Buselli. Ci eravamo lasciati con la promessa di una visita nella nostra città da parte dei responsabili dell’azienda sanitaria per dare seguito alla riunione, con l’obiettivo di trovare soluzioni. Ma nessuno si è più fatto sentire. Segno che siamo in uno stallo pericoloso per i paesi della Valdicecina a cui occorrono risposte dal punto di vista dei servizi territoriali. Gli ambulatori di via Roma, quelli che tutti conoscono come Punto sanità, potrebbero essere riaperti in un piano che preveda una complessiva riorganizzazione».
Il tutto, però, dovrebbe partire da un budget economico, da spendere per colmare le lacune in fatto di sanità. «È chiaro che praticamente tutto si basa sul denaro che si può mettere a disposizione per gestire un ambito delicato e complesso come questo – aggiunge Fidanzi – Una soluzione alternativa potrebbe essere rappresentata dalla creazione di una cooperativa tra medici con l’obiettivo di mettere in pratica un piano condiviso con Asl e Società della salute. Ma sempre nella logica di favorire l’accesso dei cittadini ai servizi sanitari». (a.q.)
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