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Due nuove aule in arrivo all’istituto Gandhi

Due nuove aule in arrivo all’istituto Gandhi

PONTEDERA. Due nuove aule per l’istituto comprensivo Gandhi. Per rispondere al continuo aumento di alunni e per ampliare gli spazi a disposizione del personale della segreteria. Un intervento da...

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PONTEDERA. Due nuove aule per l’istituto comprensivo Gandhi. Per rispondere al continuo aumento di alunni e per ampliare gli spazi a disposizione del personale della segreteria. Un intervento da 200mila euro, che il Comune conta di portare a termine per l’inizio del 2019. La prima tappa verso l’allargamento della scuola nel quartiere di Fuori del ponte, che al suo interno ospita scuole elementari e medie, è rappresentato dall’approvazione del bilancio consuntivo, prevista nel consiglio comunale del prossimo 27 aprile. Dopodiché, a maggio, negli uffici di Palazzo Stefanelli cominceranno le procedure per organizzare la gara per l’assegnazione dell’appalto. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura di due piani, che verrà eretta sul fianco destro dell’edificio, dalla parte degli uffici. Le due nuove stanze saranno destinate agli alunni. Negli ultimi anni il problema del sovraffollamento delle aule ha interessato da vicino la Gandhi, tanto che, all’inizio dell’anno scolastico in corso, è stato deciso di ridurre da quattro a tre i locali per la segreteria, in modo da avere più spazi per la didattica. «Si è trattato di una decisione d’emergenza - spiega l’assessore alle opere pubbliche Matteo Franconi - che ci ha indotto a prendere provvedimenti per garantire i giusti spazi al personale della scuola e soprattutto agli alunni che ogni giorno la frequentano». Difficilmente i lavori potranno essere svolti solo durante il periodo di stop delle lezioni, ma è già stato messo a punto un sistema per non creare disagi a insegnanti e studenti. «I lavori verranno svolti per la maggior parte al di fuori dell’edificio, e quindi non intaccheranno lo svolgimento delle lezioni», spiega ancora Franconi. Il Comune, dunque, mette ancora una volta le mani sulla Gandhi. Lo aveva già fatto nell’estate del 2015, con la sostituzione della pavimentazione al piano terra e al primo piano della struttura, più il rifacimento dei servizi igienici. «Cerchiamo di fare il massimo in base alle nostre disponibilità. Non è facile gestire e incanalare correttamente le poche risorse che abbiamo a disposizione. Devono essere fissate delle priorità - dice ancora Franconi - che possono essere più o meno condivisibili. L’amministrazione cerca di risolvere quelle che sono le situazioni di maggior disagio. Credo che nella maggior parte dei casi riusciamo a dare delle risposte importanti ai cittadini». Quando si parla di lavori pubblici, però, c’è sempre l’incognita legata alle ditte che si aggiudicano l’appalto. In alcuni casi rispettano l’impegno, mentre in altri si rivelano dei fuochi di paglia. La rotatoria del Chiesino è l’ultimo esempio, con la ditta di Caserta, aggiudicatrice dell’appalto, che non è mai partita coi lavori e che si è vista strappare il contratto dal Comune. (t. s.)



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