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Il figlio del titolare «Per me Astrit era come un fratello»

Il figlio del titolare «Per me Astrit era come un fratello»

BIENTINA. Paolo Incontrato, figlio del titolare della segheria “Nicola Incontrato”, si commuove quando ritorna con il pensiero all’aggressione dell’8 marzo, avvenuta negli spogliatoi della...

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BIENTINA. Paolo Incontrato, figlio del titolare della segheria “Nicola Incontrato”, si commuove quando ritorna con il pensiero all’aggressione dell’8 marzo, avvenuta negli spogliatoi della falegnameria. E quando pensa al povero Astrit che lavorava nell’azienda bientinese da circa 20 anni.

«Per me era come un fratello – dice Paolo Incontrato – lavorava per noi da tanto tempo, era una persona seria e affidabile, eravamo una famiglia. Non sappiamo nemmeno noi spiegarci cosa possa essere successo. E quando siamo intervenuti per soccorrere Astrit era troppo tardi».

Nella stessa fabbrica che produce pancali lavorano anche uno dei fratelli e un cognato della vittima. Ma quando i due operai hanno avuto la colluttazione erano soli, non ci sono testimoni oculari dell’aggressione.

Da quell’8 marzo l’aggressore non è più tornato al lavoro.

«Lo abbiamo sospeso in attesa di ulteriori decisioni – spiega Incontrato – a questo punto credo che sarà licenziato. Eppure anche lui, almeno da quello che sappiamo, è conosciuto come un ragazzo ben inserito, che non aveva mai avuto problemi».

I quattordici dipendenti dell’azienda bientinese sono sotto choc. Alcuni sono stati sentiti dai carabinieri di Bientina che si occupano delle indagini. Fin dall’inizio avevano saputo che la situazione del loro collega era disperata. Tutti speravano in un miracolo, che non c’è stato.

«Quando ci hanno detto che Astrit era morto – spiega ancora il datore di lavoro della vittima – mi sono messo in contatto con la sua famiglia. Penso che la salma sarà trasportata in Albania, ci siamo messi a disposizione per sostenere le spese del funerale. Aspettiamo le decisioni della famiglia, in questo momento non possiamo fare altro. Ci è sembrata la cosa più giusta da fare. Avevamo aiutato Astrit a comprare la casa, allora era stato lui in persona a chiederci aiuto, ora non può più farlo».

La famiglia e i fratelli di Astrit hanno nominato un avvocato che sta svolgendo indagini preventive. L’indagine della procura della Repubblica di Pisa è ancora coperta da segreto. La famiglia della vittima conosce ben poco di quello che è successo, mentre il loro caro era al lavoro dove ha avuto una discussione con il collega più giovane di lui il quale poi lo ha colpito alla testa.

«I familiari hanno sempre sperato che il loro caro potesse riprendersi – dice il loro avvocato, Gabriele Martelli – ora vedremo cosa è successo. Presenteremo anche una denuncia». (s. c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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