Donazioni di sangue al Lotti anche in... divisa
Un successo l’iniziativa promossa per coinvolgere le forze dell’ordine «Numeri incoraggianti», dice il responsabile del centro trasfusionale
PONTEDERA. La cultura del dono si fa largo anche tra le forze dell’ordine. Oggi e domani sono gli ultimi due giorni della settimana dedicata alle donazioni da parte di carabinieri, poliziotti e finanzieri. Una settimana presentata all'inizio di questo mese, e che ha raccolto l’adesione anche dell’amministrazione comunale. C’è ancora tempo, dunque, per contribuire a rilanciare il centro trasfusionale del Lotti dopo il pit-stop forzato di un paio di settimane fa, causato dall’incendio divampato nei locali destinati ai donatori.
«Per il momento l’iniziativa sta andando molto bene - afferma il dottor Fabrizio Niglio, primario - e tra domani (oggi, ndr) e sabato speriamo di fare ancora meglio». Per quanto riguarda l’affluenza delle forze dell’ordine, tutti i membri hanno partecipato all'iniziativa, nonostante alcune difficoltà legate agli orari dei turni di lavoro. «Abbiamo accolto donatori provenienti da tutti i corpi - continua - raggiungendo anche numeri di discreto livello». Per essere la prima volta che una simile iniziativa viene realizzata, il dottor Niglio è più che soddisfatto. «È stato sicuramente un buon successo - racconta- con un’affluenza molto alta». Nell’attività del centro trasfusionale di Pontedera, l’incendio scoppiato due settimane fa ha segnato un vero e proprio snodo. Nonostante l’emergenza si sia verificata di sabato e i locali siano stati riaperti ai donatori già di lunedì, le scorte di sangue ne hanno risentito. Il trend negativo registrato nelle ultime settimane - per quanto riguarda esclusivamente la raccolta del sangue intero in confronto allo stesso periodo del 2017 - non ha certo facilitato la ripresa. La risposta più bella, però, è arrivata dopo sette giorni dalle fiamme. «Il primo giorno della settimana dedicata alle forze dell’ordine - racconta Niglio - abbiamo ricevuto la visita di addirittura 52 donatori». Un numero record, soprattutto considerato che è stato ottenuto di sabato. «Una bellissima reazione dopo l’incendio - commenta - che dimostra la solidità sociale di Pontedera». Con oggi e domani, questi numeri possono migliorare. Vi è un capitale umano diffuso su tutto il territorio. A contribuire al costante afflusso di sangue non sono stati soltanto i membri delle forze dell’ordine, ma anche i ragazzi e le ragazze che frequentano il villaggio scolastico. «Da inizio anno - spiega Niglio - sono più di ottanta le studentesse e gli studenti che hanno deciso volontariamente di donare». Una componente sociale di fondamentale importanza che, di fronte alla campagna promossa dal Tirreno, ha deciso di agire pensando - soprattutto - a chi ne ha veramente bisogno.
Pietro Mattonai
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